martedì 9 luglio 2013

SGOMINATA BANDA DI SPACCIATORI, A CAPO UNA DONNA. NOMI E FOTO DEI 9 ARRESTATI

Una vasta operazione antidroga, denominata "Nassirya", fra Trapani ed Erice, con circa 70 militari impegnati insieme alle unità cinofile di Palermo, ha sgominato una banda dedita allo spaccio di droga. L'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare ha riguardato nove persone, sette delle quali condotte in carcere e due sottoposte all'obbligo di firma giornaliero. All'alba di oggi i carabinieri della compagnia di Trapani hanno notificato nove ordini di custodia cautelare nei confronti di:  
Francesca Incarbona, 34 anni, 









Giuseppe Acabo, 30 anni, 









Giuseppe Cherchi, 30 anni, 









Vincenzo Papa, 31 anni, 









Bernardo Tesè 44 anni, 









Massimiliano Gaspare Salafia, 36 anni, 









Pietrino Cherchi, 29 anni. 









Giuseppa Angelo e









il figlio Rosario Orlando, invece, sono stati sottoposti all’obbligo di firma. Un decimo soggetto, Francesco Di Via, è stato invece destinatario di un provvedimento di obbligo di firma. Altre cinque persone sono indagate a piede libero, raggiunte da informazione di garanzia. A disposizione del clan anche dei minorenni usati come pusher. Per tutti il reato contestato è di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. L'operazione è scaturita da un' attività investigativa sviluppata dal Nucleo Operativo della Compagnia di Trapani, iniziata nel dicembre 2011 con il sequestro di un chilo e 500 grammi di sostanza stupefacente del tipo "hashish" ed è proseguita per circa un anno con attività tecniche di intercettazione telefonica ed ambientale. Il gruppo si componeva di pusher e grossisti, che acquistavano stupefacenti sulla piazza di Palermo, per poi rifornire il mercato trapanese ed ericino, per un giro d’affari che oscillava dai 500 ai 1500 euro al giorno. A dirigere il tutto una donna, Francesca Incarbona, "Donna energica, risoluta e dalle maniere sbrigative", spiega il maggiore Leonardo Acquaro, comandante della compagnia di Trapani, la quale, appunto, avrebbe assunto il ruolo di punto di riferimento e "capo" dei soggetti. Modi spiccioli e duri che poco lasciavano al caso. A lei tutti facevano riferimento e portavano rispetto. Era presso la sua abitazione situata al centro del popoloso quartiere Fontanelle Sud, all’interno di uno stabile, che aveva costituito un vero e proprio fortino della droga, con tanto di vedette che segnalavano l’eventuale arrivo delle Forze dell’Ordine. La sua casa era una sorta di bunker dove entrare era quasi impossibile. Nel corso dell’operazione sono state eseguite contestualmente quattordici perquisizioni domiciliari. Per l’abitazione di Incarbone, che già nel luglio dell’anno scorso risultava blindata, i carabinieri hanno dovuto far intervenire i vigili del fuoco con le seghe elettriche per rimuovere porte e finestre munite di sbarre in ferro. Soddisfazione è stata espressa dal Procuratore della Repubblica di Trapani dott. Marcello Viola che ha voluto sottolineare come Trapani rimane certamente una città condizionata dalla criminalità organizzata ma che viene sempre più influenzata anche dalla micro criminalità.

Nessun commento:

Posta un commento