venerdì 5 luglio 2013

PROCESSO "GOLEM 2". CHIESTI OLTRE 200 ANNI DI CARCERE

Il boss "Matteo Messina Denaro, oggi, può essere considerato il capo assoluto di Cosa Nostra". Ad affermarlo è stato il pm, Marzia Sabella, nel corso della requisitoria tenuta, davanti il Tribunale di Marsala, nel processo scaturito dall'operazione "Golem 2" del 15 marzo 2010. Ieri, sono state chieste, dai pm della Dda di Palermo, Paolo Guido e Marzia Sabella, a conclusione del dibattimento, condanne per oltre 200 anni
di carcere, nei confronti del latitante Matteo Messina Denaro e di altri dodici imputati che, a vario titolo, devono rispondere di associazione mafiosa, estorsioni, danneggiamenti e favoreggiamento. La pena maggiore, trent'anni di reclusione, è stata chiesta per il boss castelvetranese Matteo Mesina Denaro. Le richieste di condanna riguardano esponenti strategici delle famiglie mafiose di Castelvetrano e Campobello di Mazara, storiche roccaforti del capomafia, da sempre “cosche” protagoniste delle più significative dinamiche mafiose nella provincia di Trapani. Venticinque anni di reclusione sono stati chiesti per Giovanni Risalvato, ventuno anni ciascuno per Tonino Catania e Giovanni Filardo. Per Lorenzo Catalanotto, autore, insieme al Risalvato e al Manzo, dell'atto incendiario ai danni del consigliere del Pd Pasquale Calamia, colpevole di avere auspicato in consiglio comunale a Castelvetrano la cattura di Messina Denaro, sono stati chiesti vent’anni. Chiesti diciotto anni per Leonardo Ippolito, sedici anni ciascuno per Maurizio Arimondi e Vincenzo Panicola, quest’ultimo cognato di Messina Denaro. Ed ancora, quattordici anni per Calogero Cangemi, sei anni e tre mesi per Nicolò Nicolosi, sei anni per Marco Manzo, cinque anni e tre mesi per Filippo Sammartano e quattro anni e due mesi per Giovanni Stallone. I pubblici ministeri nella loro requisitoria hanno ricostruito l’ultimo dei pezzi di storia riguardanti la latitanza del capo mafia e di come il boss riusciva a collegarsi con i suoi complici, affidando al Tribunale una maxi memoria di ottocento pagine.


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