sabato 13 luglio 2013

OMICIDIO PRETE DI UMMARI. INDAGINE CONCLUSA.

Notificato al difensore di Antonio Incandela, il manovale di 32 anni, reo confesso dell'omicidio di padre Michele Di Stefano, l'avviso di conclusione delle indagini. La Procura di Trapani ha chiuso le indagini sull'omicidio di don Michele Di Stefano, il settantanovenne parroco della frazione di Ummari (Trapani) ucciso nel sonno a bastonate nella canonica della chiesa Gesù, Maria e Giuseppe, lo scorso 26 febbraio. Del delitto deve rispondere il giovane operaio, Antonio Incandela, attualmente in carcere. Nell'avviso di conclusione delle indagini, condotte dai carabinieri e coordinate dal sostituto procuratore di Trapani, Massimo Palmeri, a Incandela viene anche contestata una serie di furti che avrebbe commesso nelle settimane successive all'omicidio, quando era intercettato dagli inquirenti che lo hanno arrestato il 17 aprile scorso. Il sostituto procuratore ha contestato all'indagato, oltre alle accuse di omicidio e di rapina, anche la serie di furti compiuti. Incandela ha ammesso le sue responsabilità, confessando che voleva "dare una lezione" al sacerdote perché irritato dalle sue omelie, ma di non aver avuto l'intenzione di ucciderlo. L'operaio è difeso dall'avvocato Orazio Rapisarda, nominato d'ufficio dopo che il legale di fiducia inizialmente indicato da Incandela, Giancarlo Pocorobba, ha rinunciato all'incarico. Adesso il manovale potrà chiedere, entro venti giorni, assistito dall'avvocato Orazio Rapisarda, ulteriori accertamenti o di essere nuovamente sentito.







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