mercoledì 31 luglio 2013

LA FRUTTA D'ESTATE FA BENE AL CUORE

Cuore e vasi più protetti grazie alla frutta dell'estate? Sembrerebbe di sì, stando a recenti studi. Nel primo, pubblicato on line su Circulation, ricercatori della University of East Anglia di Norwich (UK), analizzando i dati relativi a quasi 94 mila donne giovani e di mezza età, seguite per 18 anni, hanno osservato che coloro che mangiavano più spesso fragole e mirtilli (almeno tre porzioni alla settimana) presentavano un rischio di infarto inferiore del 32% rispetto alle donne con i consumi più bassi (una porzione al mese, o meno). Il merito sarebbe delle antocianine, composti della famiglia dei flavonoidi - cui fragole e mirtilli, ma anche arance rosse, ribes, melanzane, uva devono i loro colori rossi, blu o viola - con riconosciute proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie. Anche la vitamina C, però, ben presente in vari frutti del l'estate sta richiamando l'attenzione dei ricercatori. «In effetti, — dice Fabio Galvano, professore di Alimentazione e nutrizione umana dell'Università di Catania e coautore di una revisione sulla vitamina C pubblicata su Frontiers in Bioscience — ci sono studi che, seppure necessitino di ulteriore conferme, suggeriscono che questa vitamina interverrebbe sui fattori coinvolti nell'aterosclerosi. In particolare, grazie all’azione antiossidante, contrasterebbe la formazione del cosiddetto "colesterolo cattivo-ossidato" (ox-LDL) che rappresenta l'inizio del processo aterosclerotico. La vitamina C, inoltre, avrebbe effetti benefici sull’endotelio (la membrana che riveste i vasi sanguigni), favorendo la dilatazione arteriosa e contrastando così l'ipertensione».

LA CONSERVAZIONE - Ma queste sostanze protettive della frutta «resistono» alla conservazione in frigorifero, inevitabile durante l’estate? Mentre sulle antocianine la conservazione al freddo sembra influire positivamente, diversa è la sorte della vitamina C. «In uno studio che abbiamo recentemente condotto su melone, kiwi e ananas, pubblicato su Food Chemistry — spiega Pier Andrea Serra, professore di Farmacologia dell’Università di Sassari — si è visto che il contenuto di vitamina C si riduce (specie nella frutta tagliata) e che basta un’interruzione anche breve della "catena del freddo" per accentuare questa riduzione, in particolare nel melone. Perciò, per non perdere vitamina C è bene consumare frutta freschissima o, se necessario, conservarla in frigorifero solo per tempi brevi»

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