martedì 16 luglio 2013

INCHIESTA VOTI DI SCAMBIO, DIMISSIONI, RIPENSAMENTI, BONVENTRE RESTA SINDACO

Il sindaco di Alcamo, Sebastiano Bonventre, prima annuncia le sue dimissioni, poi ci ripensa e resta al suo posto. La decisione è stata presa dopo una lunga riunione con i suoi assessori. Il caso era esploso nel pomeriggio di ieri. Bonventre aveva radunato  i componenti della Giunta per comunicare le sue imminenti
dimissioni. La clamorosa decisione sarebbe stata legata all'indagine su un presunto voto di scambio nelle amministrative dello scorso anno. Il primo cittadino, coinvolto indirettamente nell’inchiesta, non è indagato, ma le notizie di questi giorni avrebbero fatto precipitare la situazione. Da qui la richiesta di dimissioni. Ma dopo un serrato confronto con gli assessori,  a pochi giorni dal rimpasto di giunta, il primo cittadino è stato invitato a rivedere la sua decisione. “Il sindaco non ha ancora presentato le dimissioni al segretario generale – aveva affermato il vice sindaco, Gino Paglino, appena diffusa la notizia delle dimissioni – ma ci ha detto che la sua decisione ormai è quella di lasciare. Stiamo cercando di convincerlo a rimanere almeno fino all’approvazione del bilancio”. Bonventre al termine dell’estenuante riunione ha effettivamente cambiato idea, decidendo di restare momentaneamente al suo posto. La tensione, però, resta altissima. Pochi giorni fa la Procura di Trapani ha chiuso le indagini sulle intimidazioni al senatore alcamese del Pd, Antonino Papania. Ed è proprio dalla disavventura capitata all’ex senatore che prendono spunto le indagini della procura guidata da Marcello Viola. Nel febbraio del 2012, era esplosa una bomba carta proprio all’entrata della segreteria di Papania e le indagini di polizia e carabinieri portarono poi all’arresto di tre pregiudicati, Antonino Mistretta, Enzo Amato e Francesco Domingo, individuati come gli autori dell’intimidazione. Durante le indagini gli inquirenti intercettano anche alcuni personaggi che si muovono intorno all’entourage di Papania e con oltre cinquemila pagine di cui sono composti i faldoni dell’inchiesta documentano in quale clima si sono svolte le amministrative del maggio 2012. Dalle intercettazioni è emerso che alcuni soggetti, tali Leonardo e Giuseppe De Blasi, Leonardo Vicari e Giovanni Renda, indagati per tentata estorsione nei confronti dell’allora senatore del Pd, sarebbero stati invitati a votare per Bonventre in cambio di denaro, buoni benzina e posti di lavoro all’Aimeri Ambiente. I quattro, intercettati proprio durante la campagna elettorale, si adoperano per raccogliere voti in favore di Sebastiano Bonventre, il candidato sostenuto dall’ex senatore del Pd. “Papania – scrive il sostituto procuratore Rosanna Penna – era tutt’altro che estraneo alla competizione avendone preso parte attiva nel sostenere l’elezione del candidato sindaco Sebastiano Bonventre e, soprattutto, avvalendosi durante la campagna elettorale di soggetti i cui metodi nella raccolta delle adesioni di voto presso la base elettorale, stando sempre al tenore delle conversazioni registrate, si sono rivelati essere improntati proprio alla alterazione delle regole del gioco, atteso che gli stessi in ambientale parlavano di somme di denaro consegnate o da consegnare ad elettori non meglio individuati e a numerose promesse di assunzione, asseritamente fatte dal senatore Papania e dai candidati alla carica di consigliere comunale della lista Bonventre”. L’inchiesta sulle intimidazioni, ormai formalmente chiusa, affianca anche altri filoni d’indagine attualmente in corso. Uno in particolare riguarda proprio l’Aimeri Ambiente e la gestione delle assunzioni per scopi politici. Il Movimento "Alcamo Bene Comune" chiede direttamente la testa di Bonventre: "Di fronte all’ennesima dimostrazione dell’irregolarità delle amministrative dello scorso maggio, ABC - Alcamo Bene Comune - è riportato nella nota - condanna fermamente questa amministrazione comunale, che continua a danneggiare l’intera collettività alcamese; essa è infatti espressione di un consenso corrotto, che ha fatto leva sullo stato di necessità e di indigenza di molti cittadini alcamesi. Lo scambio di voti, per chi facesse finta di dimenticarlo, è un reato penale, altamente offensivo della dignità di tutta la collettività, una collettività che tuttavia ha dimostrato, con coraggio e determinazione, di voler cambiare pagina ad Alcamo una volta per tutte. In virtù di una sua storia personale – indubbia a suo dire, ma che a questo punto non può non risultarci al quanto dubbia – il sindaco Sebastiano Bonventre sembra non voler tenere conto di essere stato eletto attraverso un meccanismo corrotto proprio da quel centro-sinistra che ha cercato, con il suo strapotere locale, e con un tentativo banale seppur riuscito, di riciclare la propria immagine per mezzo di un volto nuovo ma di pura facciata. “Campagna elettorale: se non vince Bonventre siamo morti” recita un sms tra l'ex Senatore Nino Papania ed uno dei suoi procacciatori di voti. Destano inoltre profonda inquietudine le gravissime parole, di chiaro sentore mafioso, rivolte contro il candidato sindaco avversario Niclo Solina, apostrofato con il termine “nuddu” e minacciato di morte: “Io ci vado a sparare. Lo sappiamo quello che dobbiamo fare, fuoco gli dobbiamo dare”. I consiglieri Comunali di ABC e tutto il movimento - precisa la nota - chiedono che, vista la gravità delle notizie, il Sindaco si dimetta immediatamente". E le dimissioni di Sebastiano Bonventre in 48 ore sono diventate un vero e proprio giallo. C’è una lettera, circolata per poche ore sabato scorso su un blog e su facebook, in cui il primo cittadino avrebbe annunciato di rimettere irrevocabilmente l’incarico in seguito all’inchiesta sul presunto scambio di voti per le scorse elezioni amministrative ad Alcamo. La lettera, però poche ore dopo, sarebbe scomparsa dalla circolazione. Intanto piovono le richieste di dimissioni sul capo del primo cittadino. Bonventre non conferma alcuna decisione in merito e momentaneamente resta in silenzio, intenzionato ad incontrare personalmente il procuratore di Trapani Marcello Viola per chiarire la sua posizione. Ieri mattina inizia a circolare la richiesta di ABC con le intercettazioni dell'inchiesta e la richiesta delle immediate dimissioni e nel pomeriggio si scatena un vero e proprio terremoto politico. Le agenzie stampa impazzano: "Bonventre pensa alle dimissioni", "Sindaco di Alcamo si dimette", "Giunta chiede al sindaco di ripensarci", "Bonventre lascia la carica dopo un anno", "Sindaco di Alcamo si è dimesso", e infine "Bonventre resta".     












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