martedì 16 luglio 2013

IMPRENDITORE FALLITO, CREDITORE DELLO STATO, SOSPENDE SCIOPERO DELLA FAME E LANCIA L'ALLARME

"Spero di non dover ricorrere a qualche azione ancora più eclatante come è successo alla famiglia di Vittoria alla quale va tutta la mia solidarietà". 

Vanta da sei anni crediti per un milione di euro ma la sua azienda è stata dichiarata fallita per un debito di 37 mila euro. Dopo oltre 90 giorni di digiuno, Emilio Missuto, imprenditore di Gela fallito nonostante vanti un credito con lo Stato mai pagato di un milione di euro, è costretto a interrompere lo sciopero della fame. Ha avuto un malore ed è stato costretto a ricorrere alle cure dei medici al pronto soccorso "Vittorio Emanuele" di Gela. Emilio Missuto, 39 anni, è un imprenditore edile, la sua azienda ha fatturato lavori ad un Comune sardo, in provincia di Carbonia, per un milione di euro. Fatture che non sono mai state liquidate, dopo oltre sei anni. I suoi beni sono stati pignorati, la sua azienda dichiarata fallita, lui è stato costretto a licenziare 50 dipendenti. Il Tribunale di Gela, infatti, aveva liquidato l'impresa di Missuto per tasse inevase da 37 mila euro, nonostante l'imprenditore è "creditore dello Stato per almeno un milione di euro". Un anno fa si era incatenato a Roma davanti al Quirinale. Le banche hanno chiuso i rubinetti, non ottiene più credito e vive quasi in stato d'indigenza. Missuto, dal 19 aprile scorso, ha ripreso la sua protesta. Dorme davanti al Tribunale di Gela, in tenda o nella sua auto ed ha intrapreso lo sciopero della fame. Oggi il suo fisico ha ceduto ma Missuto avverte: "Non intendo sospendere la mia protesta, le istituzioni devono dirmi come risolvere il mio problema". L'imprenditore gelese è allo stremo e per precauzione nei confronti della propria salute ha dovuto interrompere la sua protesta. Nel frattempo, la vicenda è arrivata all'attenzione del prefetto di Caltanissetta, Carmine Valente, che ha promesso di tentare una mediazione con lo Stato.



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