domenica 7 luglio 2013

GLICEMIA ALTA: LA DIETA E GLI ALIMENTI DOC

Per contrastare la glicemia alta, la dieta è fondamentale. E’ indispensabile consumare alcuni alimenti adatti a tenere i valori sotto controllo. Infatti non dobbiamo dimenticare che un’alimentazione corretta, assieme ad un regolare esercizio fisico, rappresenta la principale difesa per innescare un’adeguata risposta glicemica. L’organizzazione dei pasti, distribuiti nel corso della giornata, dovrebbe fare in modo di garantire un apporto di circa 1.500 Kcal, gran parte derivanti da ortaggi, frutta fresca e fibre verdi. Indispensabili sono le verdure, di qualsiasi tipo e in grandi quantità. Esse infatti sono povere di grassi, mentre hanno in grande quantità fibre, vitamine e sali minerali. Anche la frutta è importante, però dobbiamo saperci regolare su quale scegliere, perché alcuni tipi, come la banana e il kaki, contengono molti zuccheri. Quasi tutti i cereali rientrano nei cibi ad alto indice glicemico, che comprendono il pane bianco, il miele, i crackers, lo zucchero, le patate al forno e fritte, il riso, l’avena, la segale. Apportano molticarboidrati, ma contengono anche importanti nutrienti, come lo zinco e il cromo, che aiutano l’insulina a svolgere la sua funzione. In generale si può dire che non è necessario eliminare dal proprio regime alimentare i carboidrati, ma è opportuno sceglierli adeguatamente, secondo una dieta consigliata magari da uno specialista nutrizionista, in grado di tenere conto anche dell’indice glicemico degli alimenti. Sono importanti anche i cibi a basso contenuto di grassi, per tenere sotto controllo il colesterolo e ridurre l’apporto calorico giornaliero. Bisogna fare una distinzione tra grassi buoni e cattivi. Per esempio, per la cottura vanno bene gli oli vegetali, il grasso dei pesci è ricco di omega 3 e possono essere consumati con tranquillità anche quelli derivanti dal latte magro e dallo yogurt. Da considerare anche che molte persone che soffrono di diabete di tipo 2 sono in sovrappeso e, oltre ad avere alti valori della glicemia (quelli regolari sono compresi tra 65 mg/dl e 120 mg/dl), hanno anche un alto livello di colesterolo. Ecco perché serve una dieta per la glicemia alta e il colesterolo nello stesso tempo. I sintomi della glicemia alta comportano fame frequente, abbondante urinazione e sete. Sono sconsigliati, per evitare tutto ciò, i cibi con zucchero aggiunto, come le bevande gassate, i succhi di frutta e gli alimenti troppo elaborati. E’ importante anche cercare di distribuire i pasti durante il giorno senza saltarli, anticiparli o ritardarli eccessivamente. Sostanzialmente, quindi, conta lo stile di vita.

Alimentazione e attività fisica

Bisogna tenere in considerazione che la glicemia può essere alta in gravidanza (diabete gestazionale), ma non solo. Infatti esiste una correlazione stretta fra l’aumento del glucosio e l’alimentazione. L’iperglicemia raggiunge i suoi livelli più elevati dopo colazione e dopo mangiato in generale. Seppur intervengano varie cause, in primo luogo lo stress, di certo il rapporto con il cibo è fondamentale. Ecco perché si deve intervenire, portando avanti un regime alimentare specifico. Sono da preferire alcuni alimenti, come i cereali integrali, il latte scremato, lo yogurt, le bevande non zuccherate, i legumi, le verdure, il pesce e le carni magre.
Sono invece da evitare alcuni tipi di frutta, come i cachi, i fichi, l’uva e le banane, oltre ai dolci e allo zucchero. Bisognerebbe non consumare in maniera eccessiva formaggi grassi e latte intero, mentre da limitare sono le patate, il riso e la frutta secca. Una dieta a basso induce glicemico consentirebbe di controllare l’appetito e il peso ed è utile soprattutto per i diabetici. I cibi vengono assorbiti in maniera lenta e danno un più lungo senso di sazietà, spingendo quindi a non abbuffarsi. Un principio alla base di diversi regimi alimentari, fra i quali la dieta Montignac. Quest’ultima mira alla minore introduzione di zuccheri nell’organismo, in modo che non vengano stimolate troppo la produzione di insulina e la formazione dei grassi. Fra gli alimenti da mangiare, in quanto hanno un indice glicemico basso, ci sono il latte magro, quello di soia e lo yogurt: esso contiene fermenti che producono acido acetico e propionico, i quali nel fegato regolano la produzione di glucosio e di colesterolo. Da non sottovalutare la curcuma, perché, secondo differenti ricerche, il suo principio attivo, la curcumina, contribuisce a tenere sotto controllo il diabete di tipo 2. E poi ancora i legumi, in particolare lenticchie e fagioli bolliti. Per quanto riguarda la frutta, mele, pere e prugne, ma non sono da dimenticare le arance, che, grazie alle fibre contenute nella parte bianca sotto la buccia, intervengono nel controllare l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi, prevenendo il diabete. Lo stesso vale per il salmone, tramite il suo apporto di omega 3, efficaci anche contro le malattie che interessano l’apparato cardiocircolatorio. Forse non tutti lo sanno, ma la zucca aiuta a riparare le cellule del pancreas danneggiate e la cannella riduce il pericolo di sviluppare l’iperglicemia negli anziani e nei soggetti in sovrappeso. E’ consigliabile praticare un’attività sportiva per almeno tre giorni la settimana, perché in questo modo si evita il sovrappeso e le cellule consumano più glucosio. Coloro che dipendono dall’insulina, comunque, devono stare attenti, perché, dopo lo sport, se l’insulina non è ben dosata, possono incorrere in dei picchi alti di glicemia o in casi di ipoglicemia.

Rimedi naturali

Ci sono dei rimedi naturali adatti per combattere la glicemia alta. Fra questi sono utili alcune piante, che possono essere assunte mediante delle tisane o sotto forma di estratti omeopatici. Ricordiamo il sambuco, che stimola la produzione di insulina, il mirto, che agisce sull’assorbimento degli zuccheri grazie al principio attivo del mirtolo, l’eucalipto, che, attraverso i polifenoli e i tannini, riduce la produzione di glucosio, l’opuntia e il ginseng americano, che limitano l’assorbimento del glucosio a livello intestinale.

Farmaci

I farmaci sono da impiegare soprattutto nei casi di diabete di tipo 1. Ci sono degli ipoglicemizzanti orali, che hanno il compito di aumentare la secrezione di insulina e di diminuire quella di glucagone e di glucosio da parte del fegato. Inoltre riescono a limitare l’assorbimento intestinale del glucosio e degli acidi grassi. Fra questi medicinali c’è anche la metformina, che è il principio attivo ipoglicemizzante più conosciuto. Nei casi in cui l’organismo non è in grado di produrre insulina, si deve provvedere alla sua somministrazione, che in genere avviene tre volte al giorno, al mattino, a pranzo e di sera, dopo i pasti, mediante un’iniezione sottocutanea.
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