martedì 2 luglio 2013

CADAVERE CARBONIZZATO CON MANI MOZZATE ANCORA SCONOSCIUTA L'IDENTITÀ.

E' stata effettuata stamattina l'autopsia sul corpo carbonizzato trovato ieri in un'area di campagna a Misilmeri, nel Palermitano. Ad effettuare l'esame presso l'Istituto di Medicina Legale del policlinico è stato il medico legale Antonina Argo, ma nessun elemento significativo sarebbe emerso. Il cadavere, segnalato dal proprietario del terreno ai carabinieri e trasportato ieri a Palermo, viene infatti definito "degradato" e "devastato", uno stato che non ha permesso di fare venire a galla nulla di significativo. La certezza è che non ci sono bossoli di pistola ma all’uomo sono state solo mozzate le mani come per punirlo e vendicare un torto, un furto forse, subito. Le cause del decesso restano quindi ancora da chiarire. L'uomo, la cui identità è da accertare, sarebbe però stato avvolto dalle fiamme dopo essere stato ucciso. Secondo la ricostruzione effettuata dai carabinieri, infatti, il cadavere è stato posizionato su due copertoni d'auto per permettere al fuoco di diffondersi. La morte risalirebbe al massimo a due giorni fa. Sarà l'esame del Dna a fornire le risposte più importanti. L'esame è in mano ai carabinieri del Ris di Messina, che ha già avviato l'iter per ottenere quanto prima i risultati e dare un nome e cognome a quel corpo divorato dalle fiamme e reso irriconoscibile. Le indagini dei militari dell'Arma, coordinati dalla Procura di Termini Imerese, si muovono sulle ultime persone scomparse nella zona di Misilmeri. In particolare, sarebbe una denuncia di scomparsa dello scorso 26 giugno a concentrare l'attenzione su Massimiliano Milazzo, un ragazzo di 25 anni pregiudicato per furto, originario di Villabate, ma abitante con la moglie e due bimbi in Via Matteotti a Misilmeri. La donna si è presentata alcuni giorni fa alla caserma di Misilmeri per denunciarne la scomparsa.

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