mercoledì 10 luglio 2013

ARRESTATI I BASISTI DELLA BANDA DEI FALSI FINANZIERI. UNO HA RUBATO LA CORONA ALLA MADONNA

Individuati i basisti della rapina perpetrata lo scorso 15 marzo ai danni del facoltoso commerciante ericino Michele Grammatico (grossista di prodotti agroalimentari fra Trapani, Marettimo e Favignana). Giuseppe Di Maggio ed Emanuele Li Mantri, rispettivamente di cinquantasei e ventidue anni, sono stati tratti in arresto
dagli agenti della squadra mobile di Trapani. Il colpo fu effettuato da cinque soggetti palermitani. Giovanni Beone, Luigi Verdone, Giuseppe Marrone, Antonio Patti e Giuseppe Amato, spacciatisi per appartenenti alla Guardia di Finanza, riuscirono ad introdursi all’interno dell'abitazione della vittima con l’espediente di effettuare una perquisizione alla ricerca di sostanze stupefacenti ed armi. I rapinatori furono tratti in arresto, in flagranza di reato, dagli agenti della mobile. Secondo gli investigatori, Di Maggio e Li Mantri, insieme con un altro soggetto indagato a piede libero, avrebbero fornito ai complici palermitani l’indispensabile supporto logistico, informativo ed operativo per la rapina. Nello specifico, i due avrebbero fornito informazioni sulla vittima, sulle sue disponibilità economiche, sull’ubicazione delle abitazioni ed abitudini di vita. Di Maggio e Li Mantri accompagnavano i complici sui luoghi, procedendo a recuperarne in un successivo momento le autovetture, spostate da i luoghi nella disponibilità del Di Maggio e parcheggiate in altra via. Inoltre, i due, insieme con altri soggetti, avrebbero svaligiato un’autofficina di Trapani appropriandosi di circa ventimila euro. Devono rispondere anche di un altro furto ai danni di un esercizio commerciale di Valderice da cui furono asportati numerosi cavi elettrici di alimentazione e sei bobine di fili i rame, cagionando un danno di settantamila euro. L’attività di indagine prontamente avviata ha consentito di rinvenire e sequestrare gran parte della refurtiva in questione, custodita all’interno dell’auto del Di Maggio, tra cui 4 bobine di filo di rame del peso di circa 40 kg ciascuno. Ed ancora, tra il 29 ed il 30 marzo, in occasione del venerdì santo, Di Maggio insieme con altro soggetto in corso di identificazione, si sarebbe impossessato della corona posta sul capo della statua della Madonna ubicata all’interno della Chiesa Parrocchiale 'Nostra Signora di Fatima'. Secondo gli inquirenti, i ladri ritenevano che la corona, del peso di circa 1 Kg,  fosse d’oro. Soltanto successivamente e con rammarico avrebbero scoperto che la stessa era soltanto placcata e, quindi, di scarso valore economico. Oltre ai precedenti episodi Di Maggio e Li Mantri sono ritenuti responsabili anche di altri recenti furti, commessi sempre di notte,  in danno di esercizi commerciali. Peraltro, a seguito di perquisizione domiciliare effettuata presso un’abitazione nella disponibilità del Di Maggio sono stati rinvenuti e sequestrati alcuni orologi, ritenuti provento di precedenti furti. Espletate le formalità di rito, per entrambi si sono aperte le porte del carcere di San Giuliano.

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