venerdì 12 luglio 2013

ANCORA OGGI I SICILIANI VENGONO DEFINITI "TERRONI". LA VICENDA APPRODA IN TRIBUNALE.

Definì "terroni" due avvocati palermitani in vacanza a Siena: il processo a suo carico è iniziato. L'imputata è la commessa della pasticceria Nannini, nel centro storico della città toscana, Valentina Mirala Marinescu, accusata di ingiurie aggravate. A denunciarla, nel 2010, i due legali palermitani Fabrizio Bellavista e Valerio La Barbera. Quel giorno, entrando nel rinomato negozio per degustare alcuni torroni tipici, chiesero prima
dove si trovasse il bagno. Fu La Barbera ad avvicinarsi al bancone dove si trovava l'impiegata, una donna romena. Quest'ultima gli indicò il bagno al piano inferiore. Bellavista lo raggiunse velocemente, ma al tavolo rimasero le mogli dei due legali, che nel frattempo stavano scegliendo cosa mangiare. Quando i due scesero le scale, le rispettive compagne sentirono qualcosa di strano provenire proprio dalla zona del bancone della pasticceria. Un dialogo che si concludeva con un insulto da parte della commessa, che con superficialità aveva risposto ad un cliente di sua conoscenza, offendendo i due avvocati palermitani. Secondo quanto racconta Bellavista, infatti, un uomo chiese alla Marinescu che torroni nuovi ci fossero. Lei avrebbe risposto "torroni nuovi non ne ho, ma se vuoi i terroni sono appena scesi". E così, una volta captata quella frase, le mogli degli avvocati chiesero di parlare col responsabile della pasticceria. Bellavista e La Barbera le trovarono infuriate quando tornarono al primo piano e chiesero loro cosa fosse successo. Loro non avevano sentito nulla. "Ci chiesero tutti scusa - racconta Bellavista - dal responsabile agli altri commessi. Ma la ragazza si è voltata verso di noi dicendoci che non si sarebbe scusata con nessuno". Ed è quindi partita la denuncia e, adesso, è iniziato il processo davanti al giudice di pace di Siena. "Dopo una prima richiesta di archiviazione non mi sono arreso - afferma Bellavista - e mi sono opposto. Non me la sono sentita di fare passare inosservata una vicenda simile, né di scendere a patti con coloro che si trovavano in pasticceria, che dopo le scuse ci avevano anche offerto il torrone gratis. Nessuno di noi quattro aveva intenzione di accettare un compromesso simile e siamo andati avanti. Vogliamo le scuse della Marinescu". Ma non solo: "Ovviamente, difesi dall'avvocato Maurizio Bellavista di Palermo e da Silvia Pellegrini del Foro di Siena, chiediamo il pagamento delle spese legali e mille euro a titolo di risarcimento, soldi che andranno in beneficenza". L'azienda per la quale la romena lavora è stata citata come responsabile civile.
Di Monica Panzica per

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