domenica 21 luglio 2013

"AMIANTO KILLER ALLE FERROVIE". UNDICI PERSONE A GIUDIZIO

Tutti rinviati a giudizio. Sono undici imputati, fra dirigenti ed ex vertici delle Ferrovie dello Stato, accusati di omicidio colposo plurimo. Avrebbero provocato la morte di cinque operai uccisi dall'amianto killer. Come stabilito dal giudice per l'udienza preliminare, Marina Petruzzella, il 2 dicembre prossimo inizierà il processo a
carico di Giovanni Coletti, ex direttore generale dell'azienda autonoma Ferrovie dello Stato tra il 1985 e il 1989, Leonardo Vivona, dirigente responsabile del deposito locomotive di Brancaccio, a Palermo, tra il 1990 e 1999, e i capiofficina che si sono succeduti dal 1974 al 1994: Lucio Lombardi, Tommaso Giovenco, Francesco La Ferrera, Isidoro Scianna, Giuseppe Fuschi, Francesco Di Maio, Roberto Renna, Francesco Barbarotta e Giampiero Cardinale. Dovranno difendersi dall'accusa di essere stati di non avere fatto nulla per evitare che l'amianto attaccasse i polmoni di Carlo Vassallo, Pietro Norrito, Francesco Pino, Andrea Benedetto Scalia e Francesco Saverio Tarantino, deceduti poco più che cinquantenni, dopo avere lottato per anni con malattie incurabili. I familiari delle vittime si sono costituiti parte civile con l'assistenza degli avvocati Camillo e Marco Traina, secondo cui, "il processo di decontaminazione dall'amianto delle carrozze su cui lavoravano gli operai non fu gestito a regola d'arte". Anche la Cigl e la Fiom si sono costituite parte civile con l'assistenza degli avvocati Fabio Lanfranca e Oriana Limuti. Di parere opposto la difesa degli imputati. Secondo uno dei legali, Fabrizio Biondo, “le perizie dimostrano che le Ferrovie dello Stato è stata fra le prime in Italia ad attivarsi per contrastare il fenomeno dell'amianto, ancora prima dell'entrata in vigore della legge nazionale che ne vietata l'impiego”. Ed ancora, gli operai deceduti, prima di approdare alle Ferrovie, avevano fatto il servizio di leva alla Marina militare e poi prestato servizio ai Cantieri navali. “Luoghi dove - conclude l'avvocato - si lavorava a stretto contatto con le polveri di amianto”.

di Riccardo Lo Verso per Live Sicilia

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