giovedì 25 luglio 2013

ALMENO UN FERITO TRA IL GRUPPO DI GIOVANI ITALIANI SUL TRENO DERAGLIATO IN SPAGNA

C'era anche un gruppo di giovani italiani a bordo del treno deragliato ieri sera in Spagna, alle porte di Santiago de Compostela. Lo riferisce El Mundo, senza aggiungere altri particolari, se non il fatto che le autorità galiziane si sono già messe in contatto con il governo italiano per localizzare le famiglie. Il governo della Galizia ha precisato che C'è "almeno un italiano" tra i feriti nel deragliamento del treno alle porte di Santiago de Compostela, in Spagna. Nel fornire il bilancio delle persone coinvolte, il delegato per la sanità nella giunta, Rocio Mosquera, ha detto che tra i feriti ci sono stranieri, anche se non ha saputo darne la nazionalità. "C'è almeno un italiano -ha aggiunto- e una coppia statunitense, lui sta bene e lei continua ad essere ricoverata". Il bilancio delle vittime del deragliamento del treno a Santiago de Compostela è giunto a 80 morti e 140 feriti, di cui 36 gravissimi (4 sono bambini). E' la tragedia ferroviaria più grave in Spagna dal 1944, quando la collisione tra due mezzi sulla linea tra Madrid e la Galizia provocò centinaia di morti. La Farnesina sta verificando la presenza di un italiano a bordo dell'Alvia uscito dai binari a una velocità doppia di quella prevista e a soli 4 km dalla stazione ferroviaria della città nota in tutto il mondo per essere meta di un pellegrinaggio religioso che si protrae dal Medioevo. L'incidente è accaduto alle 20.42 di ieri sera. A bordo del treno c'erano 218 passeggeri. La scena che i soccorritori si sono trovati di fronte rasentava l'apocalisse: quattro carrozze erano impilate una dentro l'altra, e pressate come una fisarmonica. Un'altra era stata scagliata lontano e uno degli ultimi vagoni si era stabilizzato in una quasi impossibile posizione verticale. Il treno, un modello Alvia i grado di viaggiare sia sui binari dell'alta velocità che su quelli normali, aveva lasciato Madrid e si dirigeva verso Ferrol. A Santiago erano in corso i preparativi per la festa di Giacomo, santo patrono della città galiziana, e che sono stati sospesi. Il treno deragliato andava a una velocità di almeno 190 km orari. E' stato il macchinista a dirlo mentre, intrappolato tra le lamiere nella cabina, parlava via radio con la stazione. "Spero di non avere morti sulla coscienza", ripeteva dopo aver spiegato di aver preso la curva a una velocità più del doppio di quella consentita in quel punto, ovvero 80 km orari. Il macchinista, Francisco Jose Garzon Amo, è risultato negativo al test di alcolemia. Ma il suo profilo Facebook, successivamente eliminato, mostra Garzon che si vantava di lanciare il treno a velocità folli (in una foto si vede anche il tachimetro fermo a 200km/h). "Sono al limite, non posso correre di più, se no mi multano", commentava con un suo contatto. E poi ancora: "Che piacere sarebbe andare in parallelo con la Guardia Civil e sorpassarli facendogli 'saltare' il radar". L'uomo è indagato dalla polizia.
Fonte: AGI

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