lunedì 29 luglio 2013

400 DETENUTI PROTESTANO PER LA MANCANZA D'ACQUA. IL CALDO TORRIDO RISCHIA DI FAR DEGENERARE LA PROTESTA

''Rumorosa'' protesta nelle carceri ''San Giuliano'' di Trapani. Gli oltre quattrocento detenuti, per denunciare la carenza di acqua nei servizi igienici, da stamani, battono oggetti metallici contro le grate, provocando un rumore assordante. Da otto giorni acqua viene razionata presso la casa circondariale di San Giuliano. Il problema è legato al protrarsi dei lavori di sistemazione della condotta principale che collega il dissalatore di Nubia con i Comuni dell'hinterland trapanese. La grave emergenza idrica rischia di mettere in ginocchio la struttura penitenziaria. L'acqua arriva con il contagocce. La direzione carceraria è stata costretta a limitare l'uso a solo quattro ore al giorno. Nell'istituto di pena la situazione è insostenibile. Da alcuni giorni numerosi reclusi battono più volte al giorno pentole e posate contro le sbarre chiedendo il ripristino del regolare servizio. Ma sia il direttore che il personale non possono far nulla per risolvere la grave problematica, che non dipende dalla loro volontà. Oggi, all'interno delle celle, il termometro ha toccato i 40 gradi. Il caldo torrido associato alla scarsità dell'acqua ha creato condizioni di grave disagio. Negli ambienti carcerari si teme che la protesta possa degenerare.




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