venerdì 26 luglio 2013

160 DIPENDENTI DEL 118 RETRIBUITI PER 2 ANNI STANDO A CASA. SPESA REGIONE 9 MILIONI DI EURO

Per due anni la Regione Sicilia ha pagato in media 160 dipendenti, assunti dalla società Seus che gestisce il servizio 118 in Sicilia, che invece di lavorare, stavano a casa, per una spesa pari a 9 milioni di euro e un totale di 604.501 ore non lavorate ma retribuite. Non solo: questo personale avrebbe ricevuto anche il
premio di produttività (900 euro a testa) e pure maturato un monte di 274 mila ore di ferie non godute, per ulteriori 3 milioni sborsati dalla Regione. E intanto, la Seus autorizzava 52 mila ore di straordinario, un altro milione di euro in più. A denunciare lo scandalo, il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. Il governo ha appena acquisito la relazione del nuovo Comitato di sorveglianza della Seus che ha svelato una serie di anomalie. "Consegneremo questa relazione alla Procura della Corte dei conti e alla Procura antimafia di Palermo", ha annunciato Crocetta. Il governatore ha sottolineato anche una cattiva gestione globale del servizio 118 che ha determinato uno spreco per 20 milioni di euro. "Immediatamente convocheremo le strutture operative perché è una situazione insopportabile". Anche il deputato Leoluca Orlando nel 2011, all’epoca in cui era presidente della commissione parlamentare su sprechi ed errori sanitari, aveva aperto un’inchiesta. Finita, però, chissà dove.O forse, politici a parte, la procura siciliana dovrebbe vederci chiaro su un caso come questo. Mentre si sta verificando se tra il personale pagato senza lavorare ci siano sempre gli stessi dipendenti, oppure ruotavano; ciò che è certo è che alla Seus ci sia un esubero di 600 dipendenti; due anni fa la società subentrò alla Sise nella gestione del servizio del 118, in convenzione con la Regione siciliana, che spendeva 112 milioni di euro. Già allora si parlò di un esubero di personale, ma la società intanto cominciò ad operare. Altra anomalia segnalata dagli ispettori riguarda i rapporti tra la Seus e le aziende sanitarie e ospedaliere dell'isola. Per gli stessi servizi le Asp avrebbero pagato somme differenti, in assenza di costi standard e con una perdita, stimata dal Comitato di sorveglianza, per la società di 4,1 milioni. ''Tutto questo deve finire, bisogna cambiare rotta'', afferma l'assessore regionale alla Sanità Lucia Borsellino, figlia del magistrato ucciso dalla mafia. Crocetta punta il dito contro la precedente gestione. ''Abbiamo scoperto questo ennesimo scandalo solo per caso – dice – Essendosi dimesso il presidente del Comitato di sorveglianza della Seus per candidarsi con il Mpa, abbiamo nominato i nuovi responsabili che hanno preso possesso della gestione, riscontrando queste gravissime anomalie. Chi gestiva lo ha fatto grazie a coperture politiche''.
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