sabato 20 luglio 2013

148 ANNI FA NASCEVA IL CORPO DELLE CAPITANERIE DI PORTO

Con il regio decreto n. 2438 del 20 luglio 1865, firmato a Palazzo Pitti, nella Firenze allora capitale del Regno, le Capitanerie, subentrate nella gestione dei porti alle antiche magistrature del mare, vennero istituite
dal re Vittorio Emanuele II. A vigilare da quasi un secolo e mezzo sulle coste italiane, sulla sicurezza in mare e sui traffici marittimi è il Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera, dipendente dalla Marina Militare e operante come ufficio periferico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nei decenni a venire assunse sempre più il ruolo di autorità di controllo su tutto ciò che riguardava le attività portuali e marittime, affiancata ai compiti di polizia giudiziaria (nel contrastare, ad esempio, le violazioni al codice della navigazione) e di pronto intervento per il soccorso marittimo o per crimini commessi in mare.

LE ORIGINI

Nel 1861 l’Amministrazione Marittima è articolata su due organismi: lo Stato Maggiore dei Porti, a  ordinamento militare, e i Consolati di Marina, a ordinamento civile. Nel 1865 vengono promulgati i nuovi codici del Regno d’Italia, in vigore dal 1° gennaio 1866, e, tra questi, il “Codice della Marina Mercantile”. Con Regio Decreto 20 luglio 1865, n. 2438 lo Stato Maggiore dei Porti e Consolati di Marina vengono soppressi, dando vita al Corpo delle Capitanerie di Porto, Corpo a ordinamento civile formato da 167 Ufficiali e 388 unità di personale di bassa forza. Il personale indossa un’uniforme analoga a quella della Regia Marina, ma priva delle stellette. Le Capitanerie fanno riferimento, a livello centrale, alla Divisione Marina Mercantile e Sanità Marittima del Ministero della Marina. Il litorale del Regno, ancora privo delle coste del Veneto, del Lazio e della Venezia Giulia, viene suddiviso in 20 Compartimenti e 59 Circondari. Inoltre, nei porti di minore importanza, sono costituiti 72 “Uffizi di porto”.

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