lunedì 22 luglio 2013

11 INVENTORI SENZA PORTAFOGLIO

Gli inventori geniali diventano anche ricchi imprenditori? Da secoli questi uomini cambiano la nostra vita dando sostanza a idee spesso ardite, prevedendo e condizionando i futuri sviluppi della tecnologia e della società. Come accadeva anche ai grandi artisti del passato, però, non sempre creatività e conto in banca
vanno d’accordo. Lo dimostrano le storie che stiamo per raccontarvi, quelle di undici inventori che non si sono arricchiti con le loro idee. A volte può essere una scelta consapevole e filantropica, ma molto più spesso le motivazioni sono molto più prosaiche. Il passaggio dall’idea all’invenzione è irto di ostacoli, ed è spesso nell’ultima fase del gioco che gli inventori perdono un po’ la bussola. Stiamo parlando del momento del lancio sul mercato del prodotto vendibile, dove entrano in gioco strategie aziendali, brevetti e licenze e (a volte) il gioco sporco di uomini senza scrupoli. Quando ci sono di mezzo i biglietti verdi non c’è genio che tenga se non nasconde anche uno spirito imprenditoriale. Lo dimostrano i padri di queste invenzioni.

- Mouse: lo usiamo tutti i giorni per accedere al mondo di Internet e sfruttare le potenzialità del computer, e pare assurdo che il padre del mouse non sia riuscito ad arricchirsi. Eppure è così, perché Douglas Engelbart lo ha inventato nel 1967 ma non è riuscito a renderlo commerciabile fino al 1981. Il brevetto è quindi scaduto prima della diffusione di massa, così lui è morto (a inizio luglio 2013) senza quel conto in banca che tutti potrebbero pensare.

- World Wide Web: Sir Tim Berners-Lee, padre assoluto del web, è una persona speciale. Lo dimostra la sua storia. Senza di lui non staremmo neanche qui a scrivere e parlare di Internet, eppure lui non ha mai voluto un soldo per la sua invenzione. Ideato per facilitare il lavoro degli studiosi del Cern, il codice e lo standard world wide web fin dall’inizio sono stati ‘dono’ al mondo intero, un bene pubblico e per questo di libero accesso per tutti.

- LED: a proposito di filantropi poco interessati ai soldi, non possiamo non citare l’inventore della lampada LED, Nick Holonyak Jr.. Con la sua invenzione del 1962 intendeva sostituire le classiche lampadine di Edison anche a scopo di risparmio energetico e, pur vantando la paternità dell’invenzione, non ha mai voluto alcun riconoscimento. Tanto che è diventata famosa la sua risposta ai colleghi che volevano proporlo per il Premio Nobel: “è ridicolo pensare che qualcuno ti debba qualcosa. Siamo fortunati ad essere vivi, ed è quello che conta”.

- MP3: ha rivoluzionato il mondo della musica mandando in soffitta il cd e le cassette, eppure Karlheinz Brandenburg non è diventato milionario grazie agli mp3, a differenza di molti che hanno sfruttato la sua invenzione (da Napster in poi). Il dottorando tedesco aveva iniziato a lavorare sulla sua intuizione fin dagli anni ’80 ma non aveva soldi per sostenere la distribuzione e il marketing, così decise di diffonderlo come shareware.

Puntina giradischi: Marie Killick è un nome che dice ben poco, eppure i patiti del vinile dovrebbero ringraziarla a vita perché è sua l’idea della puntina del giradischi. Invenzione che però non le è mai stata riconosciuta tanto che, solo dopo anni di cause legali per infrangimento del brevetto, nel 1958 riesce a vincere una causa contro l’azienda Pym. Non diventerà mai ricca e anzi dichiarerà bancarotta nel 1959.


- Post-It: Spencer Silver e Art Fry, intrigati dall’idea di un segnalibro che restasse al suo posto, nel 1968 creano uno degli oggetti da ufficio più utilizzati e comuni di sempre. Ogni anno se ne vendono a milioni, eppure i due non sono riusciti a farsi riconoscere altro se non il merito scientifico dell’invenzione.

- AK-47: tutti conoscono il famigerato Kalashnikov ma pochi conoscono la sua vera storia. Il nome deriva da quello del suo inventore Mikhail Kalashnikov il quale, durante un periodo di assenza forzata dal fronte della Seconda Guerra Mondiale (a causa di alcune ferite) si ingegnò per realizzare quest’arma ancora oggi utilizzata. Non ha mai voluto soldi perché lo riteneva un dono alla causa della madrepatria.


- Hovercraft: Sir Christopher Cockerell usò un aspirapolvere e un barattolo di latta per dimostrare le sue teorie sulla navigazione veloce in mare, poi decise di imbarcarsi nel 1959 nella prima traversata in hovercraft da Calais a Dover. Peccato che non riuscì mai a capitalizzare sull’invenzione.



- Tetris: ha ossessionato e continua a ossessionare milioni di giocatori, eppure il Tetris non ha fatto guadagnare nulla ad Alexey Pajitnov, ricercatore russo, se non a partire dagli anni ‘90. Ideato nel corso di alcune ricerche in un laboratorio governativo, il Tetris è diventato soggetto a copyright solo quando ha fondato la Tetris Company.


- Radio portatile: ha cambiato il corso della Seconda Guerra Mondiale e ancora oggi accompagna i nostri pomeriggi. La radio portatile è frutto dell’inventiva di Trevor Baylis. Il quale, però, di recente ha annunciato di essere in miseria perché l’azienda presso cui lavorava gli ha rubato l’idea senza tanti problemi.



- Karaoke: non poteva che essere stato un giapponese a dare vita al karaoke. Si chiama Daisuke Inoue, musicista la cui idea nacque durante un concerto quando, privo di cantante, aveva fatto salire sul palco a cantare alcune persone dal pubblico. Purtroppo pur avendo ideato il prodotto, non lo ha brevettato perdendo milioni di yen.

da Nanopress.it

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