mercoledì 19 giugno 2013

ULTIME BATTUTE IN ATTESA DELLA SENTENZA PER IL RAPIMENTO DI DENISE PIPITONE

Oggi è stato il turno dei difensori di Jessica Pulizzi, gli avvocati Gioacchino Sbacchi e Fabrizio Torre, che hanno chiesto l'assoluzione "per non aver commesso il fatto" della propria assistita, ma Piera Maggio
durante la requisitoria difensiva abbandona polemicamente l'aula. Sulla scomparsa della piccola, il legale Sbacchi ha espresso "solidarietà umana e cristiana, perché viviamo in un mondo violentissimo in cui imperano la pedofilia e il traffico di organi. Speriamo che questa bambina possa tornare".
Jessica Pulizzi è imputata nel processo per il sequestro della sorellastra per parte di padre, Denise Pipitone, scomparsa all'età di 4 anni da Mazara del Vallo il primo settembre 2004. Per la ventiseienne, i pubblici ministeri, Francesca Rago e Sabrina Carmazzi, hanno chiesto al Tribunale di Marsala la condanna a 15 anni di reclusione. "Si è andati avanti - ha tuonato Gioacchino Sbacchi - tra sensazionalismi e scoop. L'ossessione di Piera Maggio sono Jessica e Anna Corona. Di quest'ultima si parla senza che sia imputata". Parole che hanno suscitato la pronta reazione della madre di Denise, che non ha resistito un minuto di più in quell'aula. "Jessica - ha detto Sbacchi nella sua arringa conclusiva - è stata additata come un mostro e processata fuori delle aule del Tribunale sulla base di informazioni che non trovano riscontro". Con queste parole l'avvocato Gioacchino Sbacchi, difensore di Jessica Pulizzi, ha chiesto oggi al Tribunale di Marsala di assolvere la sua assistita dall'accusa di sequestro di minore. "Jessica - ha sostenuto l'altro difensore, Torre - dice la verità quando racconta quel che ha fatto il primo settembre 2004. Trabocca in congettura - ha aggiunto Torre - il fatto che la gelosia di Jessica nei confronti di Piera Maggio possa aver portato al rapimento di Denise. Quella di Jessica invece era un'antipatia nei confronti di Maggio". Per i legali dell'imputata non ci sono prove. I pubblici ministeri e le parti civili hanno invece insistito nei loro interventi conclusi sui presunti falsi alibi dell'imputata. La sentenza potrebbe essere emessa tra il 25 e il 26 giugno. Martedì 25 giugno i giudici si ritireranno in camera di consiglio.

di Irene Cimino per

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