domenica 2 giugno 2013

PROSCIOLTO "FALSO CIECO". E' AFFETTO DA "CECITÀ ASSOLUTA".

E’ stato prosciolto un impiegato pubblico trapanese, alla sbarra per truffa, “perché il fatto non sussiste”. Dimostrata la sua cecità, il Tribunale di Trapani ha scritto la parola fine alle vicissitudini giudiziarie del quarantenne Antonino A. Era finito in tribunale con l'accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato perché, come cieco, percepiva l'indennità di invalidità dall'Inps. In quattordici anni il trapanese ha percepito la somma di cento mila euro. Così era finito nel registro degli indagati per il reato di truffa. Il suo legale è riuscito con il classico cavillo giuridico a far applicare una legge secondo cui si può parlare di cecità legale con una forte riduzione del campo visivo. Una perizia, richiesta dalla difesa ed eseguita dal medico legale e da un oculista, ha dimostrato che il quarantenne è affetto da “cecità assoluta”. Anche il pubblico ministero, Massimo Palmeri, alla luce dei riscontri medici, nel corso dell’udienza preliminare davanti al giudice, ha chiesto il proscioglimento dell’impiegato pubblico. A nulla, dunque, sono valse le indagini degli agenti della Squadra mobile della Questura del capoluogo, che hanno filmato il quarantenne “mentre accendeva un barbecue e mentre eseguiva, con precisione chirurgica, lavori di muratura”. L’impiegato, secondo le indagini degli inquirenti, era un ipovedente e si fingeva cieco per percepire l’assegno di accompagnamento. L’impiegato pubblico, nonostante barbecue e lavori di muratura, è stato prosciolto“perché il fatto non sussiste” dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale del capoluogo, Lucia Fontana.

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