venerdì 21 giugno 2013

PROCESSO D'ALI'. PER I SUOI LEGALI: L'ACCUSA SI E' MOSSA SU "SUGGESTIONI INDOTTE DA ALTRUI ILLAZIONI"

"Attacco diretto, documentato e completo al debole quadro probatorio dell'accusa".
Non hanno dubbi gli avvocati Gino Bosco e Stefano Pellegrino, legali del sen. Antonio d'Alì, ed oggi in aula nel corso della arringa dinanzi al Giudice per le udienze preliminari, Giovanni Francolini, hanno esposto fatti, verità e riscontri raccolti dalla difesa che "documentano la totale inesistenza di prove nell'accusa". Primi interventi dei difensori oggi al processo a carico del senatore Antonio d'Alì, chiamato a rispondere di concorso esterno in associazione mafiosa. A prendere la parola è stato l'avvocato Gino Bosco. "La documentazione acquisita - ha riferito il legale - comprova l'esclusione di qualsivoglia addebito di reato nei confronti del nostro assistito, a conferma che giammai ha tenuto alcuna condotta di qualsivoglia agevolazione di Cosa Nostra". Secondo gli inquirenti, d'Alì avrebbe intrattenuto rapporti con i boss di Castelvetrano, Francesco Messina Denaro e con il figlio Matteo, oggi latitante. I pubblici ministeri, Paolo Guido ed Andrea Tarondo, hanno chiesto la condanna del parlamentare trapanese a sette anni e quattro mesi di reclusione. "Assoluzione perché il fatto non sussiste": questa è la richiesta già preannunciata dai due difensori del sen. d'Alì a smentita della richiesta di condanna, formulata nella precedente udienza, dai Pubblici Ministeri. L'avvocato Bosco ha ribattuto punto su punto alle argomentazioni della pubblica accusa, ritenendole "suggestioni indotte da altrui illazioni" e ha voluto ancora una volta sottolineare, nel corso dell'intervento in aula, la "documentazione di fatti concreti" e "riscontri positivi. Una documentazione - ha sottolineato l'avv. Bosco - che comprova l'esclusione di qualsivoglia addebito di reato nei confronti del nostro assistito, il sen. Antonio d'Alì, a conferma che giammai ha tenuto alcuna condotta di qualsivoglia agevolazione di Cosa nostra". Per i due legali i fatti non sussistono. L'udienza proseguirà il prossimo 5 luglio con la fine dell'intervento del legale Gino Bosco e l'intervento dell’altro difensore di d'Alì, l'avvocato marsalese Stefano Pellegrino, poi le conclusioni della difesa.

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