giovedì 13 giugno 2013

MENTRE AD ORIENTE L'UDC RIMONTA ... AD OCCIDENTE FUTURO INCERTO

Il partito è nella bufera. L'Udc è in fibrillazione dopo il voto del 9 e 10 giugno. A Castellammare del Golfo quattro tesserati, Giovanni e Francesco Tartamella, Vincenzo Agosta e Camillo Galante, annunciano le dimissioni, lasciando il partito in aperta polemica con la dirigenza. Contestano la composizione della lista e denunciano uno scarso impegno nel sostegno al candidato sindaco Pietro Russo, uscito pesantemente sconfitto dal voto. Sotto accusa è finito anche l'onorevole Mimmo Turano, che è stato tra gli sponsor
dell'alleanza con il Popolo della Libertà. Un accordo fortemente contestato dall'ex presidente provinciale Gianni Pompeo, dimessosi per protesta contro l'alleanza con il centrodestra e dal presidente regionale Giulia Adamo. "E' vero, sono mancati tanti voti, ma non è certamente colpa mia", dice l'onorevole Mimmo Turano. "Questi amici sbagliano però a lasciare il partito, cercheremo di recuperarli". Turano difende la scelta di aver sostenuto la candidatura di Russo e si augura che il partito possa presto ritrovare un'unità. Il deputato regionale invita tutte le componenti dell'Udc a sedersi attorno ad un tavolo per ritrovare l'unità. E rivolgendosi al presidente regionale del partito Giulia Adamo, Turano annuncia: "Cara Giulia, mettiti il cuore in pace, resto nell'Udc. Le divisioni si possono superare se si è persone di buonsenso". Ma il sindaco di Marsala alla vigilia delle elezioni ha ribadito più volte: "Mai più allo stesso tavolo con Turano". 

Nessun commento:

Posta un commento