sabato 15 giugno 2013

LE NOVITÀ DEL MODELLO ISEE. RICCOMETRO 2013 (PARTE SECONDA)

Che l’Isee, indicatore della situazione economica equivalente, dovesse essere riscritto era cosa nota. Fino ad oggi, però, il cosiddetto riccometro pensato e voluto dal governo Monti si era scontrato con l’ostracismo delle Regioni. Ecco perché, in cambio dell’approvazione, il nuovo esecutivo Letta ha
apportato qualche modifica al funzionamento dello strumento che serve a misurare la ricchezza delle famiglie. Il riccometro 2013 così delineato non solo servirà a decidere chi ha diritto alle prestazioni sociali e a combattere i cosiddetti ‘ladri del Welfare’, ma (nelle intenzioni, almeno) costituirà la base del calcolo di alcune delle tasse più discusse, inclusa l’Imu. Ormai in vigore da oltre 15 anni, l’Isee sta iniziando a mostrare segni di cedimento, non fotografando in pieno la reale ricchezza delle famiglie e per questo offrendo il fianco alle truffe di quanti riescono ad accedere a prestazioni cui non avrebbero diritto. Una questione di ingiustizia sociale, certo, ma anche e soprattutto di inefficienza economica dal punto di vista dello Stato, che di fatto si trova ad erogare servizi a cittadini che dovrebbero pagare per averli mentre i più indigenti spesso restano fuori dalle graduatorie. L’Isee serve infatti a creare degli elenchi utilizzati, soprattutto dagli enti locali, per decidere chi ha diritto a servizi sociali come asili nido, borse di studio, o per stabilire tariffe diverse come nel caso delle mense scolastiche e di alcune prestazioni mediche. Una riforma è quindi necessaria per evitare storture e rendere davvero utile l’Isee. La svolta arriva con la volontà, già ravvisata nel governo Monti, di trasformare l’Isee in un vero e proprio Riccometro, ovvero uno strumento in grado di stabilire la reale ricchezza degli utenti, posto che la dichiarazione dei redditi è spesso inefficace (si legga alla voce evasione fiscale). Per calcolare lo status economico non si terrà conto solo del reddito dichiarato nel 730 ma di tutte le entrate e le fonti di reddito, compresi gli assegni per i figli, le pensioni di invalidità o le borse di studio. Una vera stretta, considerando che tutte le autocertificazioni presentate dai cittadini per ottenere sgravi ed esenzioni saranno poi incrociate con la banca dati del Fisco per scovare i soliti furbetti, che dovranno poi pagare per la falsa dichiarazione. Il governo Letta ha fretta di trasformare l’Isee 2013 non solo per esigenze di cassa ma anche per avere una nuova leva da utilizzare nella riforma dell’ImuL’imposta municipale unica, altrimenti conosciuta come tassa sulla casa, è al centro di un aspro dibattito fin dalla sua creazione nel 2012, ed è oggi vicina a un punto di svolta. Posto che cancellare l’Imu è operazione impossibile al momento, l’esecutivo sta pensando di rivedere il suo funzionamento per farla pesare di più sui redditi ricchi. Per ottenere questo risultato non basta più basarsi sulla dichiarazione dei redditi, troppo esposta ai fenomeni di evasione, ed è qui che entra in gioco l’Isee, che servirebbe da base di calcolo per capire chi pagherà quanto. Ecco perché il nuovo Isee 2013 dovrà diventare più complesso e inclusivo, prendendo in considerazione anche elementi finora esclusi come gli assegni per i figli, le azioni e i titoli in portafoglio e gli immobili, sia in Italia che all’estero. Ad evitare i trucchi dei furbi ci penseranno i controlli ex-post del Fisco, mentre una novità importante è la possibilità di aggiornare nel corso dell’anno la situazione Isee grazie al cosiddetto Isee corrente, calcolato in tempo reale per favorire, ad esempio, chi perde il lavoro dopo aver presentato la dichiarazione.

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