giovedì 27 giugno 2013

ASSOLTA JESSICA PULIZZI. RESTA IL GIALLO SUL CASO DENISE PIPITONE. DOV'È DENISE? CHI L'HA RAPITA?

"Assoluzione", ma non con formula assolutoria ampia. Ieri il Tribunale di Marsala ha emesso la sentenza di Assoluzione per Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise Pipitone, che per quasi nove anni è stata additata come la principale colpevole in concorso con ignoti del rapimento della piccola. "Ho sempre detto di essere innocente. I giudici – dichiara Jessica Pulizzi, appresa la sentenza – mi hanno creduto. Dopo nove anni da
incubo hanno preso la decisione che dovevano prendere. Spero che facciano giustizia per Denise. La mia vita, ora, può continuare normalmente". Per la ragazza, oggi ventiseienne, l'accusa aveva chiesto 15 anni di carcere per concorso in sequestro di persona. Jessica Pulizzi, che all'epoca della scomparsa di Denise, aveva diciassette anni, secondo l'impianto accusatorio, avrebbe portato via la sorellastra che sapeva essere figlia illegittima del padre e di Piera Maggio prendendola a bordo del suo motorino mentre la bambina giocava in strada davanti casa della nonna materna. Denise sparì nel nulla il primo settembre del 2004, tra le 11.45 e le 11.50. Stava giocando davanti casa, in via Domenico La Bruna, a Mazara del Vallo, mentre la nonna materna, cui era stata affidata, stava preparando il pranzo e di tanto in tanto la controllava attraverso l'uscio. Scattano immediatamente le ricerche. La città e le campagne circostanti vengono passate al setaccio, anche con gli elicotteri, ma della bambina non viene trovata alcuna traccia. Piera Maggio, madre della piccola Denise, sentita dagli investigatori, rivela che la bambina non è figlia del marito. E' nata da una relazione extraconiugale con un altro uomo, Piero Pulizzi, sposato e padre di due figlie. La donna riferisce di essere perseguitata da alcuni anni da Anna Corona, ex moglie dell'amante, e da una delle due figli della coppia, Jessica Pulizzi. Secondo l'accusa, Jessica avrebbe agito per gelosia. "Una serie di indizi chiari, univoci e convergenti - avevano affermato i pm nella requisitoria - inducono a ritenere che Jessica sia stata l'autrice del sequestro. E' colpevole senza alcun dubbio. Anche se non può aver agito da sola". Per il Tribunale, ritiratosi in Camera di Consiglio alle 11 di martedì, dopo un processo durato tre anni e mezzo, non risulta certamente provata l’innocenza dell’imputata, ma il giudice ha ritenuto di pronunciare sentenza di assoluzione in base all’art. 530 secondo comma, e cioè “anche quando manca, è insufficiente, o è contraddittoria la prova che il fatto sussiste, che l'imputato lo ha commesso, che il fatto costituisce reato o che il reato è stato commesso da persona imputabile." Una camera di consiglio lunghissima per un processo sostanzialmente con una sola imputata, Jessica, considerato che la posizione del suo ex fidanzato andava a ruota alla sua. I giudici hanno assolto la Pulizzi ed hanno inflitto due anni di reclusione all'ex fidanzato di Jessica, Gaspare Ghaleb, che era imputato solo di false dichiarazioni al pm. "Per noi – dichiara il Procuratore capo di Marsala, Alberto Di Pisa – c’ erano indizi gravi ed univoci cementati da una causale importante. Evidentemente il Tribunale ha fatto una valutazione diversa. Attendiamo le motivazioni della sentenza ma probabilmente ricorreremo in appello. Non c'è mai stata inerzia nelle indagini. Ogni giorno arrivano segnalazioni che vengono verificate. E' stato fatto tutto il possibile. Forse l'eccessiva aggressività mediatica non ha aiutato". I pubblici ministeri Sabrina Carmazzi e Francesca Rago non hanno rilasciato dichiarazioni. Attendono le motivazioni della sentenza, ma sono pronti a fare appello alla sentenza. "Non diciamo sciocchezze. L'assoluzione – precisa il legale della Pulizzi, l’avv. Sbacchi – è assoluzione tanto che non può essere neppure impugnabile". Alla formula assolutoria, che richiama l'insufficienza di prove, secondo la difesa, l’accusa non si può opporre. Eppure una serie di poco comprensibili intercettazioni telefoniche e ambientali e soprattutto una serie di bugie e l'alibi vacillante della ragazza avevano indotto l'accusa a chiedere nei confronti di Jessica una condanna pesante, 15 anni, in applicazione della cosiddetta legge Denise che prende il nome proprio dalla piccola scomparsa, approvata dal Parlamento grazie ad una battaglia condotta anche dalla mamma della bambina. "E' una sentenza giusta che interviene – afferma l’altro difensore della Pulizzi, Fabrizio La Torre – all’esito di una lunghissima attività dibattimentale dove sono stati fatti tutti gli approfondimenti necessari". Non la pensa come la difesa il padre di Jessica e della scomparsa Denise. "Non c'è giustizia" si è limitato a dichiarare Piero Pulizzi. La pista della sorellastra come autrice del rapimento di Denise, seppure indiziaria, era stata l'unica a reggere a quasi nove anni di indagini condotte a singhiozzo che non sono mai riuscite ad arrivare vicino al ritrovamento della bambina. Piera Maggio, madre della bambina scomparsa, non accetta la sentenza di assoluzione di Jessica Pulizzi. "Berlusconi è stato condannato a 7 anni, qui per un sequestro di minore – afferma Piera Maggio – una persona è stata assolta nonostante gli indizi univoci e convergenti. Non credo più nella giustizia italiana. Oggi Denise è stata nuovamente sequestrata. Non smetto e non smetterò mai di dire che Jessica Pulizzi ha rapito Denise ed il suo entourage l'ha coperta. E' stato un processo raccapricciante. C'è il volere di qualcuno che questo processo doveva essere buttato al fiume. Si passino la mano sulla coscienza in Procura e nel Tribunale. Oggi non credo più nella giustizia. Sono adirata. C'è qualcuno che ha impedito di fare giustizia, ma non posso dire chi". Nel Tribunale di Marsala, in conferenza stampa usa parole durissime: "Denise – accusa la Maggio – è diventata una questione di carriera per alcune persone. Quando alcuni andranno in pensione mi daranno ragione per quello che penso". Il processo si era aperto il 16 marzo 2010, dopo una lunga e complessa attività d’indagine. La Procura di Marsala era guidata in quegli anni da Antonino Silvio Sciuto, a cui subentrerà Alberto Di Pisa. Negli anni si sono susseguiti undici Pubblici ministeri, da Luigi Boccia e Maria Angioni agli attuali Sabrina Carmazzi e Francesca Rago. Dopo 44 udienze e la sentenza di primo grado che ha assolto ieri la sorellastra Jessica Pulizzi, unica imputata, il giallo resta senza colpevoli e senza risposta, resta la domanda più angosciante: dov’è Denise, quale è stata la sua sorte. Dalla sua scomparsa ad oggi non c'è nulla che possa rivelare se Denise sia ancora viva o no. "Avrà questa Procura – domanda al termine della sentenza l’avvocato di parte civile, Giacomo Franzitta – ancora voglia di cercare Denise?". In attesa di conoscere le motivazioni della sentenza, intanto la Procura di Marsala sta seguendo il procedimento a carico di Giuseppe Della Chiave, il nipote del testimone sordomuto, accusato di sequestro di minore.
di Irene Cimino per

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