domenica 26 maggio 2013

SGOMINATO GIRO DI PROSTITUZIONE



Sgominato dai carabinieri della compagnia di Marsala un giro di prostituzione in un night club marsalese. Agli arresti sono finiti quattro soggetti residenti a Marsala e tra questi i gestori del 'Bocca di Rosa', ritenuti responsabili, in concorso di esercizio, di una casa di prostituzione. Si tratta di Francesco Panico,
cinquantadue anni, marsalese, ed Oksana Vodyants'ka, trentacinque anni, originaria del Tagikistan, titolari del night club, entrambi sottoposti agli arresti domiciliari, e degli altri due indagati, Giovanni Sardo, originario di Parma, e l'ericino Salvatore Lo Grasso, rispettivamente di quarantotto e trentasei anni, che sono stati invece sottoposti al divieto di dimora nella provincia di Trapani. I reati contestati sono favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. L'attività investigativa prende spunto da un intervento effettuato nella notte del 23 gennaio 2011 da personale del Nucleo Operativo della Compagnia di Marsala e della Stazione di Ciavolo per sedare una rissa all'interno del club 'Bocca di Rosa'. Secondo gli investigatori, all'interno del Bocca di Rosa, un locale notturno in contrada Digerbato, nelle campagne marsalesi, veniva esercitata l'attività di prostituzione. Ragazze prosperose in abiti succinti, dietro pagamento di denaro, si appartavano con i clienti nei prive per prestazioni sessuali. A gestire l'attività illecita era Francesco Panico. Accertato dai militari dell'Arma che era stata organizzata una vera e propria attività di sesso a pagamento il club è stato sottoposto a sequestro, procedendo ad ascoltare tutte le ragazze che lavoravano presso il night club, le quali, secondo gli investigatori, hanno provato a negare il loro ruolo di intrattenitrici e a rilasciare dichiarazioni lacunose, affermando anzi che si trovavano lì solo per divertirsi e per ballare, indossando abiti succinti solo "per essere più comode durante il ballo". Tutte, però, hanno riferito che a Marsala erano ospiti del proprietario del locale e della moglie, presidente dell'associazione culturale che gestisce il club, in due abitazione di sua proprietà. I successivi accertamenti sono stati corroborati dalle dichiarazioni dei clienti del 'Bocca di Rosa', nonché dalle attività tecniche svolte dai carabinieri da febbraio ad ottobre 2011 mediante intercettazioni telefoniche. Secondo gli inquirenti, l'esercente, incassando il 50 per cento per ogni prestazione, vietava alle sue collaboratrici di dare agli avventori il proprio recapito telefonico e di incontrarsi al di fuori del locale. Per tale motivo le ragazze, usando anche toni molto spinti, invogliavano gli uomini che si erano recati al club ad appartarsi con loro nel prive al fine di aumentare i loro ricavi. Il prezzo per ogni prestazione era calcolato in base alla durata misurata attraverso dei braccialetti. Quest'ultimo compito era affidato a Giovanni Sardo, il buttafuori, che insieme a Salvatore Lo Grasso, era anche responsabile della logistica di supporto alle ragazze, sia negli spostamenti dalla stazione ferroviaria agli appartamenti del Panico, ove erano ospitate, che da e per il locale.

Nessun commento:

Posta un commento