martedì 7 maggio 2013

OPERAZIONE "EXTREMA RATIO". QUATTRO ARRESTI


All’alba di oggi i Carabinieri della Compagnia di Castelvetrano hanno smantellato un’organizzazione dedita alle rapine di ogni genere nelle zone del Belice. Con l’accusa di aver sequestrato due donne anziane a scopo di rapina, ideato e programmato tre rapine a mano armata ed aver detenuto armi di provenienza illecita, i
militari dell’Arma hanno eseguito una complessa operazione, denominata “extrema ratio”, volta a disarticolare un sodalizio criminale radicato tra Palermo ed alcuni comuni della Valle del Belice. Le ordinanze, emesse dal gip del Tribunale marsalese, su richiesta della Procura della Repubblica di Marsala, diretta dal Procuratore Girolamo Alberto Di Pisa, che ha condiviso il lavoro investigativo certosino e complesso dei Carabinieri, sono scattate nei confronti di quattro persone. 
Si tratta di Giuseppe Bianco, sessantacinque anni, di Santa Ninfa, Salvatore Lo Bianco, settantadue anni, di Palermo, Giuseppe Mangogna, quarantaquattro anni, di Santa Ninfa, e Mario Settimo, quarantuno anni, venezuelano con residenza a Castelvetrano. I primi due sono rinchiusi, rispettivamente, presso le carceri di Trapani e Palermo,  mentre Mangogna e Settimo sono stati sottoposti alla misura degli arresti domiciliari. Sarebbero responsabili di due tentate rapine, perpetrate rispettivamente nel marzo e nel dicembre 2011, ai danni della Banca di Credito Cooperativo di Partanna e di una rapina, con conseguente sequestro di persona avvenuta nel febbraio 2012, ai danni di due anziane donne di Santa Ninfa. La mente dell'organizzazione era Giuseppe Bianco. L'uomo, hanno spiegato gli investigatori, deteneva, all'interno di un ovile di sua pertinenza a Santa Ninfa, quanto necessario ed utile per l’esecuzione di rapine, dalle divise da postino e da finanziere, alla placca identificativa della Polizia di Stato ed armi varie. Bianco, quale “basista dell’organizzazione”, aveva il compito di individuare gli obiettivi, indicare il momento adatto per entrare in azione e fornire ai correi “esecutori” la logistica necessaria per l’attuazione del reato. Il palermitano, Salvatore Lo Bianco, aveva invece il compito di reclutare “i picciotti”, destinati ad eseguire materialmente le rapine. Durante le numerose intercettazioni intercorse tra gli indagati, interessante appare agli inquirenti “la conversazione in cui Bianco giustifica il fallimento della rapina commessa in danno della Banca di Partanna, nel marzo 2011,  per la presenza di tanti controlli delle Forze dell’Ordine, allertati, a dire dello stesso, per l’eventuale presenza in loco del noto latitante Matteo Messina Denaro”. Nel proseguo delle indagini sono emerse anche le figure del pastore santaninfese Giuseppe Mangogna e del venezuelano Mario Settimo, per quanto concerne attività relative a detenzioni di armi illegali, di sostanze stupefacenti e furti di animali. Per i quattro indagati, adesso, si attendono gli interrogatori di garanzia che saranno effettuati nei prossimi giorni dall’Autorità Giudiziaria di Marsala, per capire se ci potrebbero essere sviluppi circa le responsabilità di ulteriori complici.

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