domenica 12 maggio 2013

L'UNIONE EUROPEA VIETA FRUTTA E VERDURA NON OMOLOGATA

Coltivare ortaggi nel proprio orticello potrebbe presto diventare illegale. Non del tutto e non per tutti, sia chiaro, ma "solo" per coloro che non riusciranno a superare l'esame dell'Agenzia delle Varietà Vegetali Europee, una nuova trovata ad hoc della Comunità Europea per regolarizzare tutte le piante e i semi commercializzati. La nuova legge proposta dalla Commissione si chiama Plant Reproductive Material law, e tenta, in poche parole, di far gestire alla burocrazia la produzione e la commercializzazione di ortaggi e vegetali in genere. Nel momento in cui un coltivatore pianterà un seme non "analizzato, approvato e accettato" dall'Ue, potrà essere considerato un criminale a tutti gli effetti. In un certo qual modo potrebbe essere considerato giusto, non fosse che la Plant Variety Agency si occupa di approvare solo i sementi utilizzati dagli agricoltori industriali, e non quelli preferiti dai piccoli coltivatori commerciali. Che, di conseguenza, se la norma -già modificata più volte a causa delle proteste- verrà approvata, diventerebbero automaticamente fuorilegge. Per evitare una simile conseguenza, gli agricoltori biologici o che operano su piccola scala, dovrebbero adoperarsi per registrare i semi utilizzati al fine di vederseli approvare e, per farlo, saranno costretti a pagare una tassa. Il Community Plant Variety Office, infatti, addebiterebbe loro tutte le spese per la gestione delle richieste e per gli esami delle sementi per ogni anno di durata della registrazione. Nonostante per ora si tratti soltanto di una norma indirizzata agli agricoltori commerciali, essa getta le basi per una omologazione preoccupante: nel prossimo futuro potrebbe persino darsi che anche i coltivatori "della domenica" debbano sottostare alle stesse regole.

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