lunedì 13 maggio 2013

IN ATTESA DELLA CLAMOROSA SVOLTA NEL CASO DENISE

Domani alla 37esima udienza del processo contro Jessica Pulizzi, arriverà la tanto attesa e clamorosa svolta nel caso della piccola Denise Pipitone. C'è un supertestimone che ha riferito in relazione ad un importante
episodio accaduto il giorno del rapimento. L'uomo è stato già sentito dagli avvocati Giacomo Frazzitta, Vito Perricone e Luisa Calamia, rappresentanti di parte civile. I legali chiederanno domani al Tribunale di Marsala di acquisire il verbale delle dichiarazioni rese dal testimone.
“Non abbiamo neanche bisogno di sentirli. E chiedo – ha dichiarato l’avv. Giacomo Frazzitta – l’acquisizione di tutti gli altri testimoni che abbiamo poi sentito a seguito di questa vicenda”. I legali sono riusciti ad individuarlo partendo da una telefonata pervenuta la mattina del primo settembre del 2004, giorno del rapimento della piccola Denise, al telefono di Antonietta Lo Cicero, madre di Anna Corona. “La svolta la deve dare la Procura della Repubblica. Noi possiamo solamente fornire importanti elementi. Abbiamo approfondito tematiche – spiega l’avv. Frazzitta – che sono emerse nel dibattimento. In particolare la telefonata che giunge alle 12.17 a casa della Lo Cicero Antonietta. Riferitaci dalla nonna di Jessica Pulizzi. In questa telefonata il soggetto principale della telefonata, l’argomento principale della telefonata, è che era successo un fatto grave e che questo fatto era stato commesso dalle nipoti. Senza spiegare che cosa”. Da lì gli avvocati sono riusciti a risalire a tutta la vicenda e alle persone coinvolte in quella giornata. Gli avvocati dopo una serie di domande hanno chiesto al supertestimone “se la persona, che aveva parlato dieci minuti prima al telefono con Anna Corona, era solita passare o se capita lì ad incontrarlo in quel luogo, in quella stanza, dove c’era quel telefono. E a quel punto della situazione – prosegue l’avvocato di parte civile - si è aperta una voragine, che è corretto spiegare prima al Tribunale. Si è aperta una voragine enorme nel muro di omertà, immensa che oggi noi non riusciamo a capire il comportamento della Procura della Repubblica, perché noi l’abbiamo informata immediatamente e non abbiamo aspettato un secondo”. L'uomo, spiega l’avvocato Giacomo Frazzitta, non ha mai parlato per paura e “perché non era un problema che lo riguardava”. E poi fa l’esempio su i mandanti e gli esecutori e commenta “lui l’ha fatto semplicemente perché glielo avevano detto. Lui non si sentiva responsabile”. E subito aggiunge: “Si vengono ad innescare delle dinamiche mentali in determinate persone ce talvolta si reputano non responsabili neppure di avere visto la scena”. Per l’avv. Franzitta, la telefonata “non riguarda l’odierna imputata. L’odierna imputata è la protagonista dell’argomento della telefonata”. Il Tribunale di Marsala, presieduto da Riccardo Alcamo, ha rigettato nella precedente udienza la richiesta di audizione di due nuovi testimoni, Vito Bonanno e Giuseppe Della Chiave, avanzata dagli avvocati di parte civile, riguardo la telefonata. Oggi è attesa la clamorosa svolta determinante “non solo per il buon esito del processo – ha precisato Frazzitta - ma anche per il ritrovamento di Denise”.
di Irene Cimino per

Nessun commento:

Posta un commento