giovedì 2 maggio 2013

FALSA INSEGNANTE DEVE RISARCIRE 77 MILA EURO AL MINISTERO

Per cinque anni ha insegnato con un titolo di specializzazione falso, ora dovrà restituire gli stipendi incassati oltre agli interessi. Protagonista della vicenda Pierangela Biondo, 52 anni, originaria di Ragusa e residente a Rosolini, condannata dalla Sezione giurisdizionale della Corte dei conti a risarcire al ministero dell'Istruzione 77 mila euro. La donna dovrà versare una somma pari a cinque anni di stipendio oltre agli interessi. Tra il 2000 e il 2005 la Biondo aveva ottenuto l'inserimento nelle graduatorie provinciali per le supplenze e in quella permanente del personale docente di sostegno in provincia di Trapani, presentando un diploma di specializzazione, poi rivelatosi falso, rilasciato dall'Ansi di Ragusa. Scoperta, licenziata e denunciata, nel novembre del 2008 il Tribunale di Trapani l'aveva condannata ad un anno e quattro mesi di reclusione e 900 euro di multa per falso materiale in atto pubblico, falso ideologico e truffa ai danni della pubblica amministrazione. Nel dicembre del 2010 la Corte d'Appello di Palermo aveva riformato parzialmente la sentenza ritenendo prescritti i reati di falso e condannandola solo per truffa a otto mesi di reclusione e 500 euro di multa. Infine, nel 2011 la Corte di Cassazione aveva dichiarato inammissibile il ricorso. Adesso secondo il collegio giudicante della Corte dei conti “La prestazione resa dal soggetto privo delle particolari cognizioni tecnico-culturali, tassativamente prescritte dalla legge e conseguibili soltanto attraverso la frequenza dell'apposito corso di specializzazione, non può affatto qualificarsi - scrivono i giudici contabili nelle motivazioni - come "insegnamento di sostegno" in senso tecnico e l'attività lavorativa che sia stata, in qualche modo, svolta non può ontologicamente aver prodotto (a causa dell'oggettiva carenza dello standard di capacità professionale occorrente) la specifica utilità che l'Amministrazione aveva preventivato di ricevere in sede di stipulazione del contratto individuale di lavoro”.

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