mercoledì 8 maggio 2013

EX ASSESSORE REGIONALE DEVE RISARCIRE 16 MILA EURO PER DANNO D'IMMAGINE


Nino Papania, ex assessore regionale al Lavoro del Partito democratico, deve pagare alla Regione siciliana 16 mila euro a risarcimento di un danno all'immagine. La Sezione giurisdizionale d'appello della Corte dei Conti ha confermato la sentenza di primo grado emessa il 12 dicembre 2011. Secondo quanto è emerso dalla sentenza “Le prove acquisite al giudizio, sia autonomamente da parte del procuratore agente, ma soprattutto durante l’iter processuale svoltosi in sede penale - scrivono i giudici -, non lasciano adito a dubbi circa la responsabilità dell’appellante nella gestione truffaldina dei posti di lavoro da assegnare ai cantieri di lavoro denominati Emergenza Palermo”. Per la stessa vicenda, in sede penale l’ex senatore alcamese definì la sua posizione patteggiando una pena di due mesi e venti giorni di reclusione per abuso d’ufficio. La vicenda è legata ad un’inchiesta sul racket dei posti di lavoro che nel 2000 portò all’arresto di 15 persone. Nel mirino degli inquirenti procedure irregolari per l’avvio ai cantieri di lavoro ‘Emergenza Palermo’ di ex Pip legati al sindacato autonomo Failea. Nel 2005, l’ex deputato era stato coinvolto nell' inchiesta su voto di scambio. Proprio per questi suoi trascorsi, Antonio Papania è stato escluso dalle liste del Pd nelle ultime elezioni nazionali, poiché considerato “impresentabile”, constando all’esponente Pd anche la ricandidatura al Senato nella lista del Partito democratico. L’ex segretario nazionale, Pier Luigi Bersani, poco prima della presentazione ufficiale della liste, ha escluso il senatore alcamese dalla lista proprio per il precedente che riguardava il patteggiamento per abuso d’ufficio. Per la commissione nazionale di garanzia del Pd, presieduta da Luigi Berlinguer, “in base a un criterio di opportunità” sarebbe stato meglio non candidare Papania, e in questa direzione ha preso poi la decisione definitiva lo stesso Bersani. Il senatore Papania si è sempre difeso affermando che “Il tribunale di Palermo ha dichiarato che il reato è estinto e quindi sono completamente riabilitato”. Ammettendo che il patteggiamento a due mesi e venti giorni costituisce “un errore”, l’ex parlamentare ha sempre ribadito che “All’epoca avevo 38 anni e pensavo che dopo il patteggiamento non se ne sarebbe parlato più. Così mi consigliò l’avvocato, ma – puntualizza Papania - non lo rifarei e andrei direttamente a giudizio”.


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