domenica 19 maggio 2013

ERRANTE ALL'ARENA IN "TUTTI CONTRO UNO": "DA SINDACO CI METTO LA FACCIA, NON RESTO A CASA A FAR MASSACRARE IL MIO TERRITORIO"


Clima teso, all’Arena di Massimo Giletti, con il sindaco di Castelvetrano Felice Errante in collegamento dagli studi Rai di Palermo, "attaccato", dal giornalista, sulla situazione dell'abusivismo edilizio a Triscina, dopo la replica del sindaco su un articolo pubblicato qualche giorno fa dal Corriere della Sera. Prima di dare la
parola al sindaco di Castelvetrano, come “cartolina di presentazione” è stato trasmesso un servizio girato nella frazione balneare di Triscina nel 2000, dalla troupe di Michele Santoro, che già allora si era occupato del caso. Al termine del servizio, il primo cittadino precisa immediatamente che la situazione riportata tredici anni fa “non corrisponde alla realtà attuale, ma nemmeno alla realtà descritta all’epoca del servizio”. Il video servizio era stato già duramente contestato all’epoca dall’allora sindaco, Giuseppe Bongiorno. Da subito, per chi conosce Castelvetrano, Triscina, ma soprattutto Selinunte, rinomato il tutto il mondo per il Parco Archeologico più vasto d’Europa, quello che risalta è la non preparazione del giornalista che presenta Triscina, chiamandola “Triscina di Silinunte”, e non Selinunte, come un “paese” e non una frazione di Castelvetrano, quale essa è. Inoltre, il Giletti si è limitato a ribadire insistentemente una situazione già distorta nel 2000, continuando a mostrare un aspetto denigratorio nei confronti di chi era lì per difendere, ma soprattutto, replicare ad un’informazione distorta. L’avvocato Errante tenta, pur continuamente interrotto e con un microfono sotto di due toni rispetto al resto della platea, di spiegare che il fenomeno dell'abusivismo edilizio nella frazione di Triscina ha avuto origine nel ’68, anno del terremoto del Belìce, sviluppandosi poi nei primi anni ’70. Quando, pur non essendovi un piano regolatore approvato, venivano concesse le licenze edilizie, in regola per quei tempi, considerato che la prima legge contro l’abusivismo edilizio risale al 1976. Inoltre, il primo cittadino tenta di far comprendere al conduttore che da allora sono seguiti tre condoni edilizi “quello del 1985, del 1994 ed infine quello del 2003, successivo a quel servizio di Santoro”. Ma il conduttore dell’Arena continua ad “attaccare” fermo sulle sue convinzioni dettate dalla “certezza” che i suoi colleghi del Corriere si sono “ben documentati”. Con determinazione, in quei tre minuti di soli attacchi ad un territorio già penalizzato da varie vicissitudini, il sindaco non demorde, precisando che “non ci si nasconde dietro ad un dito, visto che l'intenzione dell'attuale amministrazione è quella di andare verso un processo di legalizzazione, in quanto – annuncia in diretta nazionale - arriveranno presto le ruspe per le case insanabili". E sulla richiesta del conduttore del perché Errante abbia replicato ai colleghi del quotidiano già citato, il sindaco ribadisce che “è una falsità scrivere un titolo ad otto colonne delineando che ci sono 5000 case abusive”. Prospettandosi verso il risanamento della zona, di recente il Comune di Castelvetrano ha anche ricevuto un finanziamento di 22mln di euro per la costruzione della rete fognaria a Triscina, ma al Giletti poco importa, anzi coglie l’occasione per sottolineare come tutto “finisce a mare”. Ed ancora, il Giletti giù ad inveire sulla luce portata alle case abusive. Ecco che casca l’asino, perché il Giletti dimostra che la sua “ignoranza” passa ogni confine. Non si parla di definire una borgata per un paese, forse ancora poteva essere giustificato, ma qui si parla di storia di un Paese. Ed ecco che Felice Errante si precipita a rispondere: “le ricordo che l’Enel era un’azienda statale, anche la Telecom, allora Sip, sono state privatizzate adesso”. L’avvocato tocca un tasto dolente, sul quale occorre immediatamente glissare. Con questa risposta crolla tutto il lavoro che era stato preparato dalla redazione dell’Arena. L’argomento con il quale si sottolinea l’illegalità delle case abusive di Triscina, su un avvallo dei politici locali dell’epoca, non è la panacea di tutti i mali. E’ il sistema statale che non ha mai funzionato. Quello che contava era avere un altro utente che pagava lo Stato. E l’allaccio costa, specialmente se devi attraversare un’intera strada per portare cavi ed impianti sino “a mare”. Ed ecco che allora Giletti da “buon conduttore”, ma pessimo giornalista, svia chiamando in soccorso gli ospiti della platea, perché il copione è scritto e di certo la risposta dell’avvocato Errante non era prevista in scaletta. Sul “gobbo” preparato per Giletti è scritto che “sono gli italiani a pagare l’IMU degli abusivi di Triscina”. Ed anche qui preparazione zero, in quanto l'Imposta municipale propria o Imposta municipale unica (IMU) è si un'imposta del sistema tributario italiano, ma appunto è “municipale” e quindi, soldi che mancherebbero alle casse comunali e servizi in meno ai castelvetranesi e non anche a tutti i cittadini italiani. Non è forse vero che, in questo momento di ristrettezza economica imposta alle Pubbliche Amministrazioni, il costo delle ruspe per abbattere una sola casa sarebbe almeno dieci volte l’importo del mancato incasso dell’imposta? Può una televisione pubblica, di Stato, alla quale si paga un canone, camuffato per tassa di possesso del televisore, dare un’informazione così distorta? Di certo le ruspe dovrebbero passare per tutte le coste d’Italia. Chi ha seguito la trasmissione, prima del collegamento da Palermo con il sindaco Errante, avrà visto il servizio che parlava di crisi, suicidi, gente sfrattata dalla propria abitazione che per disperazione si da fuoco. Ma Triscina non è anche quell’Italia. La frazione castelvetranese è e resta, per il conduttore, un “paese totalmente abusivo”, al quale per tagliare corto fa intervenire il collega “giullare” che suggerisce al primo cittadino di spostare il mare. E qui il collegamento finisce togliendo la possibilità al sindaco di replicare e si perché, oltre ad una serie di amministratori, anche il buon giornalista sa che in molti amministratori hanno risolto questo problema con i “frangiflutti”. I frangiflutti sono strutture artificiali situate a ridosso delle coste per proteggere spiagge, moli o attracchi dai flutti e soprattutto dall'erosione provocata dal moto ondoso, restituendo spiaggia dove negli anni è venuta a mancare. Al rientro dalla trasmissione il sindaco ha tenuto a precisare di essere stato “perfettamente consapevole di andare in pasto all’Arena di Giletti, dove si assiste allo scontro ‘tutti contro uno’, ma da Sindaco di una città che amo ci devo mettere la faccia, non potevo lasciare la sedia vuota. Questo avrebbe significato certamente un massacro superiore a quello che i miei cittadini hanno assistito da casa”.   

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