martedì 7 maggio 2013

CASO DENISE, ALLA 36^ UDIENZA I GIUDICI RESPINGONO LE RICHIESTE DI PARTE CIVILE. POTEVA ESSERCI LA SVOLTA

“Jessica sapeva di essere intercettata” è quanto ha confermato l’amica di Jessica Pulizzi, che all’epoca del rapimento di Denise Pipitone viveva nello steso stabile dell’imputata. Ed è giunto alla 36esima udienza il
processo per il rapimento di Denise, la piccola scomparsa il 1° settembre del 2004 da Mazara del Vallo, mentre giocava con i suoi cuginetti nel cortile di casa.
Nella nuova udienza, ieri pomeriggio, è stata sentita l’amica, Emanuela Di Giorgi, figlia di Giacoma Pisciotta, vicina di Anna Corona, madre dell’imputata, che ospitò all’epoca dei fatti i carabinieri convinti di trovarsi nell’abitazione della Corona. L’imputata sapeva di essere intercettata e lo confidò all’amica Emanuela Di Giorgi. La ragazza ha dichiarato, inizialmente, di non ricordare la circostanza. A seguito di una contestazione dell'avvocato Giacomo Frazzitta, legale di parte civile, ha confermato quanto aveva detto agli investigatori in fase d'indagine. "Se l'ho detto - ha risposto - è così". La giovane è caduta in contraddizione più volte quando è stata chiamata a riferire sull'ispezione eseguita il primo settembre 2004 dai carabinieri nella sua abitazione. I militari, sentiti nel corso del processo, hanno dichiarato che Anna Corona li aveva fatti entrare presso l'abitazione della vicina sostenendo che era la propria. Con la deposizione di Emanuela Di Giorgi si sarebbero concluse le audizioni dei testimoni, come stabilito dal presidente del Tribunale, Riccardo Alcamo, che nella precedente udienza ha respinto la richiesta di esame di altri testi. Pubblica accusa, parte civile e difesa hanno però formulato nuove richieste. Gli avvocati Giacomo Frazzitta, Luisa Calamia e Vito Perricone, rappresentanti dei genitori di Denise, in particolare hanno richiesto di sentire ulteriori testi per approfondire alcuni aspetti della vicenda. Chiedono di far luce in particolare su una telefonata intercorsa il giorno del rapimento tra madre di Jessica, Anna Corona, e la madre di quest’ultima, Antonietta Lo Cicero. Nel corso del processo, durante il colloquio in aula con il pm e la corte, ad Antonietta Lo Cicero scappa un’informazione scioccante. “Me l’ha detto mia figlia in quella occasione. In quale occasione? Quando hanno trovato la bimba?”. Una frase, forse un lapsus, che potrebbe nascondere la verità dietro il caso della piccola Denise, scomparsa da Mazara del Vallo la mattina del 1° settembre 2004. Le era stato chiesto quando ha saputo che Denise era la figlia di Piero Pulizzi, l’ex marito di Anna Corona, sua figlia. Nel rispondere, la nonna di Jessica ha quel lapsus, come se qualcuno avesse trovato Denise poco dopo la sua scomparsa. In quella deposizione la signora racconta di essere andata a casa della figlia circa 25 minuti dopo la scomparsa di Denise. Ed è proprio questa versione che la parte civile chiede di approfondire, in quanto quel giorno, alle 12.30 circa, la signora Lo Cicero è andata dalla figlia perché era successo qualcosa, dopo che la figlia Anna l’aveva chiamata di correre a casa sua. La nonna materna di Jessica Pulizzi, già sentita nel corso del processo come teste a favore della difesa, non sarà nuovamente ascoltata. Poche ore prima del processo l'avv. Frazzitta ha dichiarato "chiederemo altre cose abbastanza inquietanti, ma che se accolte dal Tribunale squarceranno il velo su questa storia. Siamo alla fine e spareremo tutto ". I giudici, dopo ore in camera di consiglio per decidere, hanno respinto la richiesta della parte civile. Le successive udienze si terranno il 14 e il 28 maggio. Il dibattimento vede alla sbarra anche Gaspare Ghaleb, ex fidanzato di Pulizzi, accusato di false dichiarazioni al pm.
di Irene Cimino per 

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