domenica 28 aprile 2013

CONDANNATO EX DIRETTORE DELL'ASL PER DANNO DI IMMAGINE


Trapani - L'ex direttore amministrativo dell'Asl di Trapani Vincenzo Casciano è stato condannato a risarcire 15 mila euro, dalla sezione giurisdizionale della Corte dei conti, per danno all'immagine dell’azienda sanitaria. Casciano, il 28 aprile 1992, era finito in manette insieme ad altri medici ed amministratori di Unità sanitarie
del trapanese. Nomi eccellenti di medici e funzionari di “Usl” che erano finiti nel gran calderone del giro di tangenti per le forniture di apparecchiature sanitarie alle Usl di Trapani e Palermo. Un giro di tangenti per centinaia di milioni finite allora nelle tasche del primario del reparto di neonatologia dell'ospedale Sant' Antonio Abate di Trapani, Ines Bonanno Conti, del marito Salvatore La Rocca, coordinatore sanitario della allora Usl numero 1, di due componenti dell' ufficio di direzione dello stesso ufficio, Giacomo Borruso ed Eugenio Nacci. Tutti erano stati accusati di associazione per delinquere, finalizzata alla "tangente", corruzione e concussione. Nell'ambito dell'inchiesta della Criminalpol siciliana e delle questure di Palermo e Trapani vennero coinvolte altre 58 persone, fornitori di materiale ospedaliero ed altri funzionari ed impiegati delle Usl che, all’epoca avevano ricevuto gli avvisi di garanzia. Per l'accusa, i responsabili degli uffici direttivi ed organizzativi della Usl trapanese avevano costituito un "gruppo di potere" che monopolizzava la gestione degli appalti per forniture ospedaliere, attrezzature sanitarie e acquisto di medicinali. Un business di centinaia di milioni che venivano dirottati sui conti correnti degli arrestati con transazioni attraverso banche svizzere che "pulivano" le mazzette convertendole in yen giapponesi. Il pentolone della tangente allora venne scoperchiato grazie anche alla collaborazione di una donna, che fuggì dalla Sicilia per timore di essere uccisa, procacciatrice di affari di una ditta operante nel settore della ristorazione collettiva che non ha voluto sottomersi al sistema "appalti-tangenti". Primari e dirigenti delle Usl non si accontentavano soltanto della "tangente", ma gradivano anche costosi regali, comprese ville con piscina e viaggi all'estero. Ma l’episodio più sconvolgente per i magistrati, il gip Renato Grillo ed i sostituti procuratori Guido Lo Forte e Giuseppe Pignatone, che allora si occuparono dell’inchiesta, fu quello relativo proprio a Vincenzo Casciano, allora direttore amministrativo della Usl 1 di Trapani, definendolo un fatto "grave ed inquietante". Casciano, secondo l'accusa, non avendo ricevuto una tangente del 5 per cento, precedentemente concordata con i fornitori, "era ricorso ad altri sistemi, ed avvalendosi dell' influenza di taluni esponenti della malavita di Alcamo, pretese e ottenne dal Salemi una cospicua tangente sulle forniture già perfezionate presso la Usl di Trapani”. Casciano si era rivolto ai boss perché gli altri suoi "colleghi" avevano intascato per intero la "tangente" prevista per l'affare. Venne quindi condannato per corruzione e concussione e adesso, dopo 21 anni, la sezione giurisdizionale della Corte dei conti lo ha condannato a risarcire 15 mila euro per danno all'immagine.

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