martedì 2 aprile 2013

PROSEGUE PROCESSO A PRETE PER CIRCONVENZIONE DI INCAPACE


Continua ad alleggerirsi la posizione di Don Vito Caradonna, l'ex parroco di San Leonardo, noto già alle cronache per essere stato condannato in primo grado con l’accusa di tentata violenza sessuale. Oggi a Marsala si è svolta una nuova udienza del processo che lo vede imputato per circonvenzione di incapace. Un anno fa era stato raggiunto da un provvedimento di divieto di dimora a Marsala, poi revocato a luglio scorso, perché, secondo la Procura, aveva sottratto con raggiri ad un suo parrocchiano, Matteo Di Girolamo, circa 70.000 euro. Sempre secondo la Procura, la sottrazione di questa cifra scaturiva da una dipendenza di Don Caradonna per il "Gratta & Vinci". Una volta aveva anche vinto dei soldi, e da lì era cominciata la sua “ludopatia”. La dipendenza dal gioco d’azzardo oggi rappresenta una delle piaghe più pericolose del nostro tempo. La “ludopatia”, o gioco d’azzardo patologico (Gap), è una vera e propria patologia, una dipendenza. "Una circostanza, questa – dichiara l'avvocato difensore di Caradonna, Stefano Pellegrino - che nel processo non è emersa". Il processo si svolge davanti al giudice monocratico del tribunale di Marsala, Roberto Riggio. L’udienza odierna ha visto le testimonianze del padre e del vicino del parrocchiano. Nelle precedenti udienze aveva deposto il fratello dell'uomo raggirato che, a proposito del prestito, aveva dichiarato di "non aver mai temuto per la restituzione" e di non aver "mai dubitato" della correttezza di Don Vito Caradonna. L’avv. Antonino Sammartano, in passato assessore al Territorio ed Ambiente di Marsala, chiamato come testimone, quale vicino di casa della famiglia Di Girolamo ha dichiarato di essere a conoscenza “che Caradonna doveva a Di Girolamo 70.000 euro ma ho saputo che il debito è stato estinto dal notaio Galfano. Sulla vicenda – ha precisato Sammartano – non è mai stata sporta alcuna denuncia”. Il padre di Matteo, Antonio Di Girolamo durante la testimonianza ha rivelato di essere venuto a conoscenza “della vicenda mentre guardavo la televisione con mio figlio. Su Canale 2, al telegiornale, si parlava del processo a Don Vito per tentata violenza sessuale e mio figlio – ha puntualizzato il signor Di Girolamo – mi ha detto che gli aveva prestato dei soldi”. I familiari del raggirato ha confermato che i soldi sono stati restituiti, alleggerendo la posizione di Don Vito. "Nessun raggiro da parte di Caradonna. Il mio cliente - aggiunge l’avv. Pellegrino - ha consegnato i soldi dati da Di Girolamo, che è autonomo, con un certo ritardo dovuto al fatto che aveva venduto un appartamento di suo proprietà in Via Giordano Bruno e aspettava di incassare la cifra”. La prossima udienza si svolgerà il 9 Luglio 2013.