lunedì 15 aprile 2013

MAFIA: SIGILLI AD AZIENDA LEADER TRASPORTI CON FILIALE A CAMPOBELLO DI MAZARA

La Guardia di finanza ha sequestrato una società di autotrasporti e spedizioni palermitana con filiale nel trapanese del valore di 4,7 milioni di euro.


Sequestrata questa mattina dalle Fiamme Gialle la Ag trasporti, società di autotrasporti e spedizioni, del valore di 4,7 milioni di euro, che oltre la sede nel quartiere Brancaccio di Palermo aveva una filiale a Campobello di Mazara, in provincia di Trapani. La società, in possesso di ventuno autocarri, eseguiva consegne di merci nelle due province, Palermo e Trapani, per conto di società di trasporti leader nel settore in Italia. La filiale trapanese opera sulla Strada statale 115 Sud Occidentale Sicula in contrada Bisi Baida. Destinatario del provvedimento deciso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale del capoluogo siciliano, eseguito questa mattina dalla Guardia di Finanza di Palermo, è l'imprenditore Cesare Carmelo Lupo, di 52 anni, attualmente detenuto, già condannato per associazione mafiosa, e "ritenuto fino al 2011- spiegano gli investigatori - uno dei membri del quadrumvirato a capo del mandamento mafioso palermitano di
Brancaccio". Titolare, solo formalmente, della società sequestrata, secondo gli investigatori, un prestanome, di 51 anni, incensurato di Palermo,  prescelto dai vertici dalla cosca per la gestione di redditizie attività commerciali. Il sequestro è collegato all'operazione "Madre Natura", condotta dalla Guardia di Finanza di Palermo alla fine del 2011, e che, grazie anche alle rilevazioni del collaboratore di giustizia Fabio Tranchina, ha portato al sequestro di attività commerciali (distributori di carburante, bar e agenzie di scommesse), beni immobili (appartamenti, ville, negozi e terreni), automezzi e disponibilità finanziarie, del valore di oltre 32 milioni di euro, riferibili, per il tramite di numerosi prestanome e fiduciari, ai fratelli Filippo, Giuseppe e Benedetto Graviano.  La ditta AG Trasporti di corso dei Mille a Palermo, con filiale a Campobello, aveva evitato il precedente sequestro sostituendo la “G” con la “Z”, infatti, altra non era che la AZ Trasporti. La società era intestata a un prestanome, un uomo incensurato di 51 anni, che secondo gli investigatori sarebbe stato scelto dal clan per la gestione delle attività commerciali. Secondo gli inquirenti la cosca di Brancaccio mira ad infiltrarsi in settori strategici, affidando a prestanome stipendiati la gestione di attività commerciali dove c'è una forte circolazione di soldi in contanti, ottime per il riciclaggio di denaro sporco. "Oltre che su solide fonti di prova, acquisite attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, appostamenti, pedinamenti, collaboratori di giustizia - spiegano alla Guardia di finanza - il provvedimento di sequestro è stato emesso tenendo anche conto della nettissima sproporzione tra le effettive disponibilità del prestanome e le sue fonti di reddito ufficiali, rilevata a conclusione di indagini patrimoniali e finanziarie".



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