lunedì 8 aprile 2013

MAFIA: ECCO I NOMI DEI 37 ARRESTI E IL VIDEO DEI CARABINIERI DELL'OPERAZIONE "SUPER MANDAMENTO"





L'operazione Super Mandamento " dimostra la perdurante presa di Cosa nostra sulle strutture politiche locali" e "conferma lo spiccatissimo interesse per le strutture comunali da cui può controllare gli appalti" ha
dichiarato il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo. Trentasette arresti è il bilancio del blitz effettuato dai carabinieri questa mattina nel Palermitano. Nell’operazione sono stati impegnati oltre 300 militari con il supporto anche di due elicotteri. Le indagini, avviate nel 2010 e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Palermo, hanno documentato come Cosa nostra si stava riorganizzando. Tra gli insospettabili il sindaco di Montelepre, Giacomo Tinervia, accusato di estorsione e concussione. Il primo cittadino avrebbe avuto rapporti con il capomafia del paese, Giuseppe Lombardo, anche lui finito oggi in manette. Ad incastrare Tinervia sono state le intercettazioni disposte dagli investigatori. I carabinieri seguivano il capomafia Giuseppe Lombardo. Lo hanno intercettato mentre ricordava ai suoi di avere scoperto che il sindaco avrebbe intascato una tangente e di averlo richiamato all'ordine: "Giacomino quanto ti sei fottuto... Giusè dice che in tutto il lavoro mi puoi dare settemila euro... lo hai messo a posto tu?". Secondo gli inquirente a gestire il nuovo “super mandamento” sarebbe stato Antonino Sciortino, 51 anni, originario di Camporeale. Ufficialmente fa l'allevatore. Si tratta di un personaggio già noto alle forze dell'ordine, tornato in libertà da due anni, dopo aver scontato 12 anni in carcere per mafia, che non avrebbe perso tempo a rientrare nel giro con i gradi di capo. Tra gli arrestati anche Salvatore Lombardo, classe 1922, vissuto 20 anni in America e tornato in Italia, secondo quanto è emerso dalle indagini, con una lettera dei Gambino, famiglia mafiosa di New York, che, per ammettere nei suoi ranghi un nuovo membro, pretendeva per iscritto dalle cosche siciliane garanzie sulla qualità di uomo d’onore. Infine, c'è un inquietante capitolo del lavoro svolto dai pubblici ministeri della Dda Francesco Del Bene, Sergio Demontis e Daniele Paci e riguarda la preparazione di un omicidio. Uno dei 37 arrestati è stato intercettato mentre parlava di "lacci" da prendere per strangolare qualcuno.


Giuseppe Abbate, Antonio Badagliacca, Domenico Billeci, Davide Buffa, Sebastiano Bussa, Valica Buzila, Onofrio Buzzatta, Angelo Cangialosi, Calogero Caruso, Sergio Damiani, Antonino Giambrone, Ignazio Grimaudo, Vincenzo La Corte, Carmelo La Ciura, Francesco Lo Cascio, Giuseppe Lo Voi, Giuseppe Libranti, Giuseppe Lombardo, Salvatore Lombardo, Giovanni Longo, Vincenzo Madonia, Christian Madonia, Giuseppe Marfia, Francesco Matranga, Giuseppe Micalizzi, Salvatore Mulè, Santo Porpora, Salvatore Prestigiacomo, Salvatore Romano, Giovanni Rusticano, Antonino Sciortino, Giuseppe Speciale, Francesco Sorrentino, Giacomo Tinervia, Salvatore Tocco, Francesco e Giuseppe Antonio Vassallo.