giovedì 4 aprile 2013

LETTERA ANONIMA IN PROCURA: "AL GOVERNO NIENTE COMICI E FROCI"

Il Fatto Quotidiano pubblica nuovi dettagli sulla missiva che conteneva minacce di morte per il pm Di Matteo. E si parla anche di politica

La mafia avvia le consultazioni: “Niente comici e froci al governo”. Titola così in prima oggi Il Fatto quotidiano, dando notizia di una lettera giunta alla Procura di Palermo, con precisi riferimenti all’attualità politica e al “rischio” di un governo M 5 Stelle-sinistra sul modello siciliano. I procuratori Francesco Messineo e Sergio Lari, citati dal quotidiano, parlano di “analogie con la strategia del 1992- ‘ 93”. La lettera parlava dell'eliminazione del magistrato Nino Di Matteo: “E' stata chiesta dagli amici romani di Matteo (Messina Denaro, ndr), perché questo paese non può finire governato da comici e froci”, si legge nella missiva scritta da un anonimo che si qualifica come “uomo d’onore della famiglia trapanese”. Cosa nostra avrebbe intenzione di eliminare il pm della trattativa e un magistrato in servizio alla procura nissena. Un disegno dietro al quale ci sarebbe Matteo Messina Denaro in persona. Questo emerge da alcune lettere anonime svelate dal quotidiano diretto da Antonio Padellaro. Entro maggio, scrive un anonimo, il magistrato deve morire. 
L'inquietante scenario emerge da alcune lettere svelate da “Il Fatto Quotidiano”. A scrivere le missive sarebbe proprio un uomo del commando contrario tuttavia ad adottare una soluzione così drastica nei confronti del magistrato. "Amici romani di Matteo (Messina Denaro, ndr) – si legge sul Fatto Quotidiano- hanno deciso di eliminare il pm Nino Di Matteo in questo momento di confusione istituzionale, per fermare questa deriva di ingovernabilità. Cosa Nostra ha dato il suo assenso, ma io non sono d’accordo”. Dunque, l'ordine di uccidere il magistrato sarebbe stato deliberato a Roma con l'assenso di Messina Denaro e di altri mafiosi palermitani, alcuni detenuti e altri ancora in libertà. La lettera è stata recapitata il 23 marzo al procuratore Francesco Messineo e all'aggiunto Vittorio Teresi che subito hanno chiesto ed ottenuto la convocazione in prefettura di un comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. Potenziata la già massiccia scorta del magistrato. Chi scrive conosce bene i luoghi che frequenta il magistrato e i suoi spostamenti. Dice che da due messi Di Matteo viene seguito costantemente. Fa ferimento a depositi di armi ed esplosivi a Disposizione della mafia. Aggiunge pure di avere saputo del progetto di eliminare anche un magistrato di Caltanissetta durante i suoi spostamenti a Palermo. In questo caso, però, l'anonimo non conosce i particolari specifici visto che lui farebbe parte del solo commando incaricato di eliminare Di Matteo. La morte del pubblico ministero sarebbe, così lo definisce l'anonimo, una circostanza stabilizzante. L'ingovernabilità e la confusione politica non giova all'organizzazione criminale.