giovedì 11 aprile 2013

LA PROCURA INDAGA SULLA "GUERRA DELL'ACQUA"


La “guerra dell’acqua” tra i sindaci dell’agro-ericino e il sindaco di Trapani adesso si gioca al Palazzo di Giustizia. La Procura della Repubblica di Trapani ha aperto un'indagine, affidata al sostituto procuratore Sara Morri, a seguito degli esposti presentati dal sindaco di Erice, Giacomo Tranchida, dopo che il sindaco di Trapani, Vito Damiano, si è opposto alla realizzazione di un allacciamento tra i serbatoi di San Giovannello e la condotta idrica che conduce ad Erice, Valderice e Paceco, Buseto Palizzolo e Custonaci. "Si tratta di un atto dovuto – ha sottolineato il procuratore capo Marcello Viola – per il momento è prematura qualunque valutazione. Stiamo esaminando – ha aggiunto Viola – la documentazione per verificare se vi sono ipotesi di reato". A fianco del sindaco di Erice la Regione, con il via libera dell'assessorato all'Energia che ha diffidato il Comune di Trapani a consentire il collegamento con il serbatoio di San Giovannello che avrebbe permesso di smistare l'acqua nelle condotte idriche dei Comuni assetati. Il sindaco di Trapani, dopo una lunga riunione tenuta presso l'ufficio legale di Palazzo D'Alì, ha fatto approntare una comunicazione di inottemperanza a quanto richiesto dall'Assessorato di Palermo “che, indebitamente e illegittimamente, ha disposto l'esecuzione dei lavori per realizzare il by-pass alla condotta Bresciana”. La medesima comunicazione è stata, altresì, inviata alla Procura della Repubblica del Tribunale di Trapani “proprio per sottolineare la legittimità della decisione del Comune” di Trapani. "Non comprendo - dichiara il primo cittadino- i motivi per cui il sindaco di Erice si ostini , dopo cinque giorni di mancanza d'acqua nel suo Comune, in una sterile polemica invece di mandare le autobotti al nostro serbatoio di San Giovannello per prelevare acqua potabile da distribuire ai "nostri" concittadini di Casa Santa. A meno che non si vogliano, scientemente, creare le condizioni che puntino ad un "malessere" sociale". Ritiene di avere ragione il sindaco di Trapani, certo che le carte sono dalla sua parte. "Il Comune di Paceco - ha annunciato Damiano - ha accolto la nostra disponibilità a mettere a disposizione l'acqua con le autobotti”. Poi si è soffermato sul divieto che ha posto alla Sicilacque, incaricati dalla Regione, a creare il by-pass da Bresciana al dissalatore: "Stamattina un rappresentante di Sicilacque e della ditta incaricata si sono presentati per fare il collegamento tra l'acqua di Bresciana e la condotta del dissalatore – afferma il primo cittadino di Trapani – per i Comuni dell'agro-ericino che sono penalizzati dal blocco dell'impianto di Nubia. Anche questa volta gli è stato impedito. Il comandante dei vigili urbani li ha invitati a lasciare il territorio comunale. Ho saputo – precisa Damiano – che si sono recati in Questura per presentare una denuncia. Si avvia così l'iter procedurale penale. Noi siamo pronti a rispondere in tutte le sedi". Il sindaco di Trapani afferma di avere fatto un suo personale monitoraggio nei Comuni che da cinque giorni sono senz'acqua: "Non c'è l'allarme sociale che denuncia Tranchida. La Regione ha smistato 60 litri d'acqua al secondo dal Montescuro Ovest e ci sono anche le autobotti regionali. Il sindaco di Erice vuole l'acqua o il collegamento a Bresciana? E' una battaglia politica. La verità – asserisce Vito Damiano – è invece che si vuole il collegamento per ottenere l'acqua di Bresciana e questo non lo possiamo consentire. Aggiungo che non è assolutamente vero che Trapani si tiene l'acqua per sé. Infatti, l'acqua di Bresciana viene distribuita ai Comuni di Favignana e di Castelvetrano per la frazione di Triscina. Arriva anche sul territorio comunale di Erice approvvigionando la frazione di Finocchio Carnevale e l'ospedale, oltre all'aeroporto civile e militare, i vigili del fuoco, i centri di Salinagrande e di Milo”. Infine, il primo cittadino di Trapani ritorna sulla questione Regione e Procura: “Se la Regione mi dice che devo fornire la distribuzione in queste zone e Comuni per darla al territorio dell'agro-ericino non ho alcun problema a farlo. Ma non accetteremo mai – asserisce Damiano – la soluzione indicata dal sindaco Tranchida e portata avanti dalla Regione. L'assessore Marino ci ha diffidato ed ha inviato le carte alla Procura. Anche noi abbiamo preparato le nostre carte". All'esame degli inquirenti vi sono anche degli incartamenti trasmessi, per conoscenza, dagli uffici regionali e da Sicilacque.



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