sabato 27 aprile 2013

"IL PARTITO DEMOCRATICO IN PROVINCIA DI TRAPANI NON ESISTE"

E’ chiara la renziana marsalese, Anna Maria Angileri, consigliere provinciale e componente dell’Assemblea Nazionale del Pd che chiede un rinnovamento del partito. "L'attuale reggenza - ha affermato Angileri - è illegittima". Ed è all'ex vice presidente dell'Ars Camillo Oddo, che alcuni giorni fa ha richiamato i suoi compagni di partito al rispetto delle regole, che l’Angileri replica: "Le regole andrebbero rispettate prima di tutto da chi dice di volerle rispettare". Era stato l’ex deputato Oddo a tracciare un quadro preoccupante della situazione, indicando la strada da seguire per uscire dalla crisi che ha investito la sinistra. "Coloro che non rispettano le regole – ha dichiarato - devono scendere dall'autobus". L’attacco è al capogruppo del Pd al consiglio comunale di Trapani, Enzo Abbruscato. "Il Partito Democratico non è un autobus dal quale si può salire e scendere a proprio piacimento. Non si può fare – ha precisato Oddo – la mattina il capogruppo del Pd e la sera rappresentare il Megafono”. E sulla situazione di Trapani nei confronti dei consiglieri del Pd non è tenera neanche l’ex candidata sindaco, Sabrina Rocca, che oltre ai rappresentanti del suo partito boccia pure il sindaco Vito Damiano e la sua Giunta.
"Molte delle cose di cui si era parlato in campagna elettorale – ha dichiarato Sabrina Rocca - non hanno trovato alcuna soluzione. Non sono stati risolti i problemi economici del Comune, non è stata risolta la questione della raccolta differenziata dei rifiuti. Siamo fermi da un anno e questa non è una buona cosa. Una città non si deve mai fermare. L'opposizione – ha precisato Rocca – deve sempre fungere da pungolo, se poi è anche di sinistra deve stimolare il dibattito con le associazioni ed i cittadini e ciò non avviene". Quello che oggi accade nella segreteria nazionale del partito democratico, nel territorio trapanese avviene ormai da un anno. Le polemiche all’interno e all’esterno del Partito democratico non si placano da quando, correvano le amministrative 2012, i vertici provinciali del Pd e dell’Udc si sono alleati in alcune città trapanesi per proporre un unico progetto politico agli elettori. Ma da subito si sono riscontrati i primi malesseri da parte di alcuni esponenti che non avevano gradito tale alleanza, nonostante li avesse portati al governo delle città. Marsala è una delle città dove tale alleanza ha portato Giulia Adamo, presidente regionale dell’Udc, ad essere primo cittadino. E a tenere banco è proprio la città lilibetana che ieri ha registrato un duro scontro tra il consigliere provinciale Anna Maria Angileri ed il sindaco di Marsala Giulia Adamo. L'esponente del Pd ribadisce la sua bocciatura all'amministrazione comunale. 
"E' stato un errore molto grave sostenere la candidatura di Giulia Adamo a sindaco di Marsala. Non ha vinto il Pd – dichiara l’Angileri – ha vinto una linea diversa dalla nostra". Ma piuttosto che ricevere un botta e risposta dai dirigenti o dagli esponenti del proprio partito, l’Angileri si è subita la replica del sindaco marsalese, Giulia Adamo: "Ha vinto un progetto. Mi dispiace per l'Angileri, che normalmente le elezioni le perde tutte. Invece di rimestare in questioni che interessano solo a lei farebbe bene – ha sottolineato l’Adamo – a proporre qualcosa di sensato e di utile". Ma le spaccature dell’alleanza, nata più di un anno fa tra Udc e Pd, si registra in vari comuni della provincia. In vista ci sono le elezioni amministrative di Giugno e nel centrosinistra trapanese si è aperto il dibattito per le scelte della coalizione. A tenere banco è sempre il documento firmato da 27 tra dirigenti ed eletti del Pd che parlano di una coalizione fallimentare e della necessità di aprire una nuova fase che non può essere gestita da chi ha finora diretto lo schieramento. La prima firma è quella dell'ex candidato sindaco di Trapani, Sabrina Rocca. “Il Pd è la guida di questa coalizione – commenta il capogruppo del Partito democratico alla Provincia, Salvatore Daidone – ma spesso dimentica le responsabilità che gli competono. 
E' arrivato il momento di aprire un confronto a tutto campo. Non possono più esserci rendite di posizione”. Per Camillo Oddo “Quando arriva una richiesta di cambiamento bisogna ascoltarla con attenzione e con rispetto. Non ci si arrocca – puntualizza - sulle proprie posizioni ma ci si apre al confronto”. L’ex vice presidente all’Ars, che non è stato rieletto ad Ottobre, fa autocritica: “Lo scontro favorirebbe soltanto gli avversari ed il centrosinistra deve smetterla di farsi del male da solo”. Quello che è avvenuto nel territorio trapanese è l’esempio, su scala ridotta, di quello che è accaduto a Roma. Un partito vincente con una dirigenza perdente che non riesce a governare nonostante abbia vinto. E bocciarlo sono proprio i suoi esponenti. Se la questione non fosse drammatica, ci sarebbe da ridere. Neanche un ottimo satiro avrebbe potuto immaginare un suicidio politico, quello del centrosinistra, a questi livelli.

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