lunedì 29 aprile 2013

HA CONFESSATO L'UOMO CHE HA SPARATO AI CARABINIERI, AVEVA 50 PROIETTILI E VOLEVA COLPIRE I POLITICI

Luigi Preiti ha confessato: "Volevo colpire i politici. Sono partito sabato sera da Rosarno, in Calabria, in treno - ha raccontato durante l'interrogatorio, durato circa un'ora e mezzo -Non lo sapeva nessuno". L'attentatore è andato a dormire in albergo e domenica mattina ha raggiunto Palazzo Chigi per compiere quello che ha definito "un gesto eclatante". Con i pm l'attentatore si è dimostrato lucido e non ha affatto dato segni di squilibrio mentale, tant'è che per ora la procura non chiederà una consulenza psichiatrica. "È un uomo disperato", sottolineano i magistrati. E' disoccupato, separato e da qualche mese non riesce più a incontrare il figlio adolescente. "Volevo colpire i politici - ha spiegato il 49 enne - perché non ci aiutano, siamo nei guai e loro non fanno nulla. Non ce l'avevo con i carabinieri, non volevo che finisse così". Davanti ai pm , forse pensando ai militari feriti, l'attentatore ha versato qualche lacrima. E ha rivelato: "Mi sarei voluto uccidere". Invece i colpi in canna erano finiti e i carabinieri presenti davanti a Palazzo Chigi l'hanno fermato. Quando l'interrogatorio è finito, Preiti ha chiesto ai pm se avrebbe dovuto avvisare la famiglia. Ma ha subito cambiato idea: "Ma no, tanto non importa a nessuno di me". 
Il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e il pm Antonella Nespola lo hanno interrogato al San Giovanni, l'ospedale dove è stato ricoverato dopo l'attentato a Palazzo Chigi in cui ha ferito due carabinieri. Preiti, oltre alla pistola con cui ha sparato, una calibro 7.65 con matricola abrasa comprata a Genova quattro anni fa, aveva con sé circa 50 proiettili: sette li ha usati, nove erano nello zainetto e un'altra manciata in tasca. Al termine dell'interrogatorio i magistrati hanno chiesto la convalida dell'arresto per tentato omicidio, lesioni, porto e detenzione di armi. Accuse per le quali Preiti comparirà davanti al gip lunedì o martedì
 
da NanoPress

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