mercoledì 17 aprile 2013

HA CONFESSATO IL PRESUNTO ASSASSINO DELL'OMICIDIO DI PADRE MICHELE, MA IL MOVENTE NON CONVINCE GLI INQUIRENTI

I carabinieri hanno arrestato il presunto assassino di padre Michele Di Stefano, ucciso a febbraio scorso nella sua canonica nella Chiesa di Ummari. Si tratta di Antonio Incandela, 32 anni trapanese. Avrebbe confessato dopo un lungo interrogatorio. L’operaio è crollato al termine di un lungo ed estenuante interrogatorio ed ha ammesso di avere ucciso padre Michele Di Stefano. Voleva solo dargli una lezione. “Non volevo ucciderlo”, così ha affermato Antonio Incandela, fermato ieri mattina dai carabinieri nell'ambito delle indagini sull'omicidio del prete di Ummari. Il presunto assassino ha riferito di avere covato per diversi anni rancore nei confronti di padre Michele. Secondo l'operaio, il sacerdote era solito fare riferimento nel corso delle omelie a peccati confessati dai fedeli pur senza indicare i nomi. Incadela ha raccontato come si sono svolti i fatti la sera in cui si è recato presso la chiesa di Ummari per dare una lezione al prete. Ha aggiunto di avere erroneamente colpito padre Michele alla testa, in quanto intendeva, colpirlo alle gambe. Solo dopo avere inferto i colpi, una volta accesa la luce, ha scoperto di averlo invece colpito alla testa. Dopo l'aggressione avrebbe tentato di depistare gli investigatori simulando una rapina. Si è impossessato di denaro in contanti e di un bancomat attraverso il quale ha effettuato tre prelievi, due dei quali andati a vuoto. Gli investigatori sono riusciti ad individuarlo solo dopo che la madre ha denunciato lo smarrimento del proprio posta-mat. La donna aveva riferito ai carabinieri di dubitare del figlio. Infatti, da un riscontro sono emerse delle caratteristiche somatiche comuni all'assassino di padre Michele, visionate nelle telecamere che erano posizionate nella banca dove era stato effettuato il prelievo. La donna convocata in caserma, ha confermato che l'uomo nel filmato dell'istituto bancario, presso il quale è stato effettuato uno dei tre prelievi, era il figlio. Le indagini per il momento sono ancora in corso. Il procuratore capo Marcello Viola è prudente. "La causale potrebbe essere più complessa", ha dichiarato il magistrato. La versione dell'arrestato sarà attentamente vagliata dagli inquirenti. Troppo banale il movente del delitto legato solo ad alcune omelie di padre Di Stefano, punto di riferimento della gente di Fulgatore e Ummari. Non regge l’omicidio per futili motivi. Quello che si è consumato a febbraio è stato un delitto efferato e brutale nei confronti di un anziano sacerdote. Sono ancora diversi gli aspetti da chiarire.

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