lunedì 29 aprile 2013

GIALLO DON MICHELE. AVVOCATO DEL REO CONFESSO RINUNCIA AL MANDATO


L’omicidio di Don Michele Di Stefano, parroco della Chiesa di Ummari, assassinato il 26 febbraio scorso, colpito con un bastone al capo mentre dormiva, continua ad alimentare dubbi ed incertezze, nonostante vi sia un reo confesso. Dopo le dichiarazioni del procuratore capo Marcello Viola, inerenti le indagini ancora
aperte, ieri l’ennesimo colpo di scena. L’avvocato Giancarlo Pocorobba, difensore di Antonino Incandela, l’operaio di trenta tre anni, reo confesso del delitto del parroco di Ummari, ha rinunciato all'incarico  Non si conoscono i motivi della decisione del legale, maturata dopo un incontro con il suo assistito nel carcere di Trapani. Era stato l’indagato a nominarlo suo difensore la sera in cui fu fermato, il 17 aprile scorso. Ai pubblici ministeri ed al giudice per le indagini preliminari, Incandela, nell'interrogatorio di garanzia, ha confessato di aver ucciso il prete perché infastidito dalle sue omelie. Sebbene l’operaio abbia ammesso l’omicidio, il racconto, secondo gli inquirenti, presenta una serie di forti contraddizioni. Dai riscontri effettuati il movente non regge. L’uomo non era un frequentatore della comunità di Ummari, nessuno dei fedeli ricorda di averlo incontrato durante le messe. Al posto dell'avvocato Giancarlo Pocorobba, che senza rendere noti i motivi ha rinunciato al mandato, sono stati nominati d’ufficio due legali. Si tratta degli avvocati Massimo Toscano Pecorella ed Orazio Rapisarda, che hanno già incontrato Antonio Incandela in carcere.

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