lunedì 22 aprile 2013

FORMAZIONE: LA REGIONE VUOLE INDIETRO 16 MILIONI DA 27 ENTI. ECCO QUALI ...

È partita una nuova ondata di atti stragiudiziali, “inviti, diffide e messe in mora per la restituzione delle somme percepite a titolo di integrazione dei finanziamenti ricevuti”. Le lettere sono partite i primi giorni di aprile dagli uffici dell'assessorato di via Ausonia. La procedura riguarda 27 enti.

La Regione batte cassa. Vuole indietro sedici milioni di euro da una sfilza di enti di formazione professionale. È partita una nuova ondata di atti stragiudiziali, “inviti, diffide e messe in mora per la restituzione delle somme percepite a titolo di integrazione dei finanziamenti ricevuti”. La procedura riguarda 27 enti e le lettere sono partite i primi giorni di aprile dagli uffici dell'assessorato di via Ausonia. Non è la prima volta che la Regione chiede indietro i soldi delle integrazioni. Un sistema su cui ha pure concentrato l'attenzione la Procura regionale della Corte dei conti. Un metodo, già costato la condanna all'ex assessore Mario Centorrino, che secondo i pubblici ministeri contabili “avrebbe consentito all'ente di scaricare sull'erario regionale i propri costi di impresa”. Non è tutto perché i pubblici ministeri contabili hanno pure citato in giudizio Patrizia Monterosso, oggi segretario generale di Palazzo d'Orleans ed ex dirigente generale alla Formazione (le viene contestato un presunto danno erariale da un milione e 270 mila euro); gli ex assessori al lavoro Carmelo Incardona (830 mila euro), Santi Formica (386 mila euro) e Luigi Gentile (224 mila euro); l'ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo, che per un periodo mantenne la delega alla Formazione (224 mila euro); Alessandra Russo, ex dirigente del Dipartimento (386 mila euro) e l'ex dirigente del servizio gestione, Antonino Emanuele (265 mila euro). Nel frattempo la Regione ha avviato le procedure per recuperare le somme. Soldi a cui la stragrande maggioranza degli enti non ha alcuna intenzione di rinunciare. Lo dimostra il fatto che della precedente ondata di avvisi e messe in mora che raggiunse 35 enti solo in due (Associazione Eris ed Enaip di Agrigento) hanno restituito le somme. In alcuni casi la Regione ha fatto marcia indietro. Si è scoperto, infatti, che Enaip Palermo, Enaip Asaform, Associazione Politea e Mathesis srl nulla dovevano restituire. Insomma, non avevano goduto delle integrazioni contestate. Tutte gli altri enti non hanno risposto agli avvisi. Questo significa che si aprirà un inevitabile contenzioso con la Regione.

Adesso bisognerà capire cosa faranno i nuovi enti chiamati in causa dagli avvisi partiti il 4 aprile a firma del dirigente del Dipartimento, Anna Rosa Corsello. Eccoli: 
Nuovo Cammino Borgetto (344 mila euro), Efal Agrigento (30 mila), Eap Fedarcom Caltanissetta (85 mila euro), Cesis Catania (226 mila), Futura Trapani (22 mila), Ecap Caltanissetta (55 mila), Enaip Palermo (142 mila), Interefop Palermo (651 mila), Aram Messina (3 milioni e mezzo di euro), Anfe Sicilia (un milione e 96 mila), Cefop (4 milioni e 450 mila), Ciofs Catania (55 mila), Cipaat Caltanissetta (81 mila), Efal Trapani (61 mila euro), Enaip Agrigento (52 mila), Aitae Trapani (10 mila), Cirs Palermo (24 mila), Cufti Taormina (30 mila), Mac Siracusa (81 mila), Infaop Palermo (101 mila), Assforseo (60 mila), Aicas Lercara Friddi (99 mila), Cipaat Ragusa (23 mila), Politea Palermo (45 mila), Enaip Messina (175 mila euro), Ial Sicilia (3 milioni e trecento mila), Oda catania (81 mila).

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