lunedì 8 aprile 2013

CONDANNATI ALTRI QUATTRO FINANZIERI ED EX DI UNA VERA E PROPRIA "BANDA BASSOTTI"

Sono stati condannati in quattro tra finanzieri ed ex finanzieri di una vera e propria “banda Bassotti” all’interno della Compagnia della Guardia di Finanza di Trapani, un gruppo di tredici finanzieri che avevano messo a reddito, in nero, le loro specialità, non a tutela della collettività, ma per favorire propri precisi interessi. Il giudice per le udienze preliminari di Trapani, Antonio Cavasino, ha condannato ad un anno di reclusione l’ex comandante della compagnia della Guardia di Finanza di Trapani, il capitano Dario Smecca, accusato di avere coperto le malefatte dei suoi collaboratori, e i finanzieri Andrea Casamento e Mario Malizia, rispettivamente ad undici mesi e venti giorni ed ad un anno di reclusione accusati di essersi appropriati di merce sequestrata ad ambulanti abusivi e di avere chiuso un occhio, in cambio di una mazzetta, in occasione di alcuni controlli. Condannato ad un anno e sei mesi di reclusione per corruzione anche un maresciallo in pensione, Carlo Napoli, che dismessa la divisa si è occupato di sale da gioco. Il procedimento scaturisce dall`indagine che ha portato a giudizio tredici finanzieri in servizio a Trapani, giudicati separatamente, e che da subito ha portato all`arresto nel 2008 ed alla successiva condanna del maresciallo Ernesto Fiorito, comandante del Nucleo mobile della Guardia di Finanza di Trapani, accusato di riciclaggio, peculato militare, corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio, preferendo la strada della collaborazione. A chiudere anche i conti con la giustizia il maresciallo Salvatore Scaturro, condannato a cinque anni per concussione, peculato e truffa, giudicato per avere distratto rilevanti quantità di merce sottoposta a sequestro. Non è stata di certo un’ inchiesta di poco conto, dovuta ad un paio di ruberie. E’ stata un’indagine che, clamorosamente, vede seduti sul banco degli imputati coloro i quali dovrebbero combattere la delinquenza, “grave – ha affermato il pm Andrea Tarondo, titolare dell’indagine, durante la requisitoria nel processo contro il maresciallo Scaturro – che in un territorio come quello di Trapani, dove è alto il rischio delle estorsioni, dove la società ogni giorno fa i conti con soprusi e malcostumi, angherie e azioni criminose di diverso genere, è grave che chi dovrebbe garantire l’ordine, la sicurezza e la legalità si metta a delinquere, anche mettendosi a vendere merce sequestrata, come cinture e quant’altro, ma non facevano solo questo”. I fatti contestati sono ben più gravi. Andrea Casamento è stato condannato, in concorso con Fiorito e Scaturro, separatamente giudicati, per aver chiuso un occhio, in occasione di un controllo nei confronti di un venditore di cd e dvd contraffatti, in cambio della consegna di cinquecento euro. E quella non è stata l`unica violazione da parte dei finanzieri. Scaturro e Mario Malizia avrebbero accettato da Carlo Napoli, titolare di sale da gioco, un telefono cellulare al fine di consentirgli di accedere ad alcuni apparecchi posti sotto sequestro. Dalle indagine era emerso che Dario Smecca, ex comandante della compagnia della Guardia di Finanza di Trapani, accusato, in concorso con altri due appuntati, aveva disposto l`apertura, nottetempo, dei plichi contenenti i reperti sequestrati e l`integrazione del materiale mancante al fine di coprire le responsabilità dei sottufficiali coinvolti nelle indagini. Smecca, Malizia e Napoli hanno beneficiato della sospensione condizionale della pena. Ora si attende il giudizio per i rimanenti indagati che hanno fatto richiesta di riti alternativi.

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