venerdì 5 aprile 2013

ARRESTATO DOPO ORE IL RAPINATORE DELLA BANCA CHE SI ERA BARRICATO IN UNA VILLETTA

È finita male, per due fratelli, stamani, il tentativo di rapinare una banca a Buscate, nel Milanese. I due, Giovanni e Camillo Romano, di 48 e 52 anni, quando sono stati scoperti, non hanno esitato a ingaggiare un conflitto a fuoco con i carabinieri, ma il primo è stato ferito a una gamba, ed è stato arrestato subito, mentre l'altro si è asserragliato in una villa d'epoca ma è stato bloccato mentre, dopo 6 ore, cercava di sgattaiolare dal cortile. Un'operazione da manuale, quella dei carabinieri del Gruppo di Monza, che sono intervenuti tempestivamente durante la rapina e poi, con molta calma e cinturando l'edificio, non si sono fatti sfuggire il fuggitivo senza mai perdere il controllo della situazione. Le forze dell'ordine stavano attendendo una squadra dei Gis, i gruppi speciali addestrati per questi interventi, come prevede il protocollo in questi casi, ma quando l'uomo è stato visto in mezzo agli arbusti del giardino dell'antica magione, nel pomeriggio, è scattato l'intervento dei carabinieri ai quali il bandito, capita la situazione, non ha opposto resistenza. I due arrestati sono entrambi italiani e con diversi precedenti per rapina. A sparare è stato, in mattinata, Giovanni Romano. Uno dei proiettili sparati dal bandito si è conficcato in un muro a poca distanza dal militare che ha risposto al fuoco ferendolo. Camillo Romano, invece, lì per lì è riuscito ad allontanarsi nel parapiglia nascondendosi, appunto, dentro Villa Rosales, adiacente al palazzo dove si trova la banca. Prima di tentare nuovamente la fuga, 6 ore dopo, verso le 15, ha gettato la pistola, che ora i carabinieri stanno cercando. È uscito circondato dai carabinieri, senza dire una parola, è stato caricato su un'auto dell'Arma e portato via. I due, per compiere la rapina, hanno agito con la tecnica del 'bucò entrando nottetempo nella filiale attraverso la villa abbandonata, che confina proprio con l'istituto di credito, con il 'classico' foro nel muro. Quando i dipendenti e il direttore, stamani, sono arrivati, si sono trovati davanti i rapinatori. La cassaforte temporizzata non si sarebbe aperta prima delle 9.30 ma i banditi hanno deciso lo stesso di aspettare. Dopo un po', ovviamente, sono arrivati i primi clienti, e proprio uno di essi, insospettito per il ritardo e l'assenza degli impiegati all'interno, ha chiamato il 112. All'arrivo dei militari dell'Arma i rapinatori, invece di arrendersi, hanno reagito. Così facendo uno si è trovato con una pallottola nella gamba e l'altro ha solo ritardato l'arresto di qualche ora.
Fonte: