lunedì 18 marzo 2013

TRUFFATI DA "LADRO DI PARTITA IVA"


Castelvetrano – Un imprenditore castelvetranese è stato truffato da un “ladro di partita Iva” e ha fatto scattare la denuncia al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Castelvetrano. L’architetto Stefano Signorello, amministratore di un’impresa edile castelvetranese, in questi mesi si è visto recapitare richieste per mancati pagamenti di bollette per più di un migliaio di euro da un noto gestore di telefonia mobile. All’inizio all’imprenditore sembrava un mero errore, poi è arrivata allo stesso la conferma, che “tale C.V aveva sfruttato – racconta Stefano Signorello – la partita Iva della società e stipulato un normale contratto di telefonia, usando il proprio telefonino, ma intestato alla
Edilkasa, in tutte le ore del giorno e della notte”. Da qui sono cominciati i problemi per l’amministratore della società. “Purtroppo - afferma il professionista - la società si occupa poco dei truffaldini e non agevola i truffati. Per me, appena ho comunicato alla società di telefonia - continua il legale della società - era scontato che ci doveva essere stato un errore ma era appena iniziato il “calvario burocratico”. A questo punto, prima di tutto, l’architetto ha fatto scattare la denuncia e la spiegazione alle Forze dell’Ordine dell’accaduto, precisando il disconoscimento della firma al contratto, mai stipulato con la società. La perdita di tempo continua con l’invio via fax di tutta la documentazione, mentre sul tavolo della società edile continuano ad arrivare solleciti e diffide da parte del gestore telefonico “di adire alle vie legali”. Con l’invio di tutti i documenti tutto sembrava risolto, quando arriva una e-mail alla società con la quale viene comunicato che “nessuna documentazione probatoria è arrivata a discolpa, per cui – si legge nell’e-mail - si sta per procedere alla riscossione coatta della somma in bolletta”. Negli Uffici del Commissariato locale, la vittima della truffa scopre di non essere il solo e che altre persone, pare, abbiano avuto la stessa sorte. Intanto, dopo la denuncia, si sono avviate le indagini per individuare l’autore delle truffe, che sembra non siano state perpetrate ai soli gestori di telefonia mobile. “E allora c’è da dire - conclude amaramente l’architetto Signorello - altro che privacy, basta avere una partita Iva di un esercizio commerciale o di una ditta e si può anche intestare comodamente il proprio telefonino, presentando magari una documento di riconoscimento falso con la propria foto, ed addebitando il tutto agli altri”.
Fonte di ispirazione notizia:  castelvetranonews