sabato 16 marzo 2013

SGOMINATA LA BANDA DEI FALSI FINANZIERI. ADESSO E’ CACCIA AL BASISTA.


Trapani – E’ stata sgominata la banda dei falsi finanzieri, con cinque palermitani arrestati a Trapani, in flagranza di reato. Adesso si cerca il basista della banda. I rapinatori professionisti sono stati catturati dagli agenti della Squadra Mobili di Trapani. Era da tempo che gli agenti stavano sulle loro tracce. L’operazione è stata condotta in collaborazione con la squadra mobile di Palermo. Travestiti da militari delle Fiamme gialle mettevano a segno rapine, nel trapanese e nel palermitano, prendendo in ostaggio le famiglie delle vittime già designate, solitamente facoltosi commercianti e imprenditori. L’ultimo “colpo”, però, perpetrato la scorsa notte in una abitazione di Erice, è stato fatale, culminando nell’arresto, colti in
flagranza di reato. Gli arrestati sono tutti della provincia di Palermo e devono rispondere, a vario titolo, di sequestro di persona e rapina aggravata. In manette sono finiti Giovanni Beone, quarantanove anni, Luigi Verdone, quarantaquattro anni, Antonio Patti, cinquantacinque anni, Giuseppe Marrone e Giuseppe Vittorio Amato, entrambi di cinquanta anni. I malviventi si sarebbero spacciati per finanzieri. Uno stratagemma, secondo gli inquirenti, utilizzato anche in altri colpi compiuti nel corso degli ultimi mesi nel capoluogo trapanese, sempre con le stesse modalità. E gli indagati sarebbero responsabili anche di svariate rapine compiute in provincia di Palermo. L’altra notte, la squadra mobile di Trapani stava seguendo una Volkswagen Golf, segnalata dai colleghi palermitani, risultata rubata nel capoluogo siciliano. La banda ha raggiunto l’abitazione di un ricco commerciante trapanese ad Erice. L’esercente non ha nutrito alcun dubbio. Indossando giubbotti della guardia di finanza, i cinque sono entrati nell’appartamento con la scusa di dover eseguire una perquisizione alla ricerca di armi e droga. Uno di loro era anche in possesso di un distintivo. Una volta dentro, però, i rapinatori hanno condotto in cucina i familiari del commerciante, la moglie e i figli di 16, 13 e 9 anni, sottraendo loro i telefonini cellulari. Mentre due dei rapinatori, pistole in pugno, tenevano in ostaggio la donna e i bambini, il resto della banda ha prelevato il commerciante costringendolo a raggiungere la sua seconda abitazione, dove era custodita la cassaforte. I malviventi erano ignori che i poliziotti si trovassero già sulle loro tracce, pronti ad entrare in azione. L’operazione degli agenti è stata fulminea. I primi ad essere bloccati sono stati Giovanni Beone e Antonino Patti, mentre si stavano recando nuovamente nella prima abitazione per prelevare le chiavi della cassaforte. Nel frattempo, i poliziotti facevano irruzione nella casa dove era tenuta in ostaggio la famiglia, liberandola e catturando Giuseppe Vittorio Amato e Luigi Verdone. Quest’ultimo, alla vista dei poliziotti, “ha cercato di guadagnare l’uscita scappando e – racconta Giovanni Leuci, dirigente della squadra mobile di Trapani – ha aggredito due degli operatori che ovviamente con la dovuta forza l’hanno riportato alla calma, riuscendo ad ammanettarlo, purtroppo – precisa il dirigente – uno degli operatori si è fratturato la mano”, mentre Verdone, nel corso della colluttazione si è “beccato” un occhio nero. Nel corso dell'operazione sono stati rinvenuti e sequestrati tre giubbotti con la scritta “Guardia di Finanza”, due distintivi e tesserini dello stesso corpo, ed un lampeggiante mobile. Secondo Il dirigente della squadra mobile di Trapani, i falsi finanzieri, finiti in manette la scorsa notte, agivano con l'ausilio di un basista. “Lavoriamo con l’obiettivo di capire – dichiara Giovanni Leuci - chi possa essere il basista che li ha portati a Trapani”. Tanti i colpi messi a segno e gli investigatori stanno indagando anche su altre rapine compiute negli ultimi mesi nel capoluogo trapanese e nell’hinterland.
Amato
Beone
Marrone
Patti
Verdone