lunedì 11 marzo 2013

RISCHIA CARCERE PER RISATA TROPPO RUMOROSA


New York - Robert Schiavelli, di origini italo-americane, rischia 30 giorni di carcere perché ride troppo rumorosamente. Quando nella sua casa di Long Island si mette a ridere, "disturba la quiete pubblica". Perfino i suoi vicini di casa dall’altra parte della strada lo sentono. La vicenda potrebbe far venire una risata pure a noi, ma se leggiamo i dettagli scopriamo che questa non è una storia che fa ridere. Vediamo cosa succede nel quartiere di Rockville Center dive si sono svolti i fatti. 
L’uomo, Robert Schiavelli appunto, ha 42 anni e soffre di un leggero "ritardo mentale", la sua risata è stata catalogata come "rumore molesto" dagli agenti intervenuti dopo la chiamata di una vicina che si è dichiarata disturbata dal frastuono proveniente dalla casa. I poliziotti hanno inflitto due multe per questo "crimine", ciascuna è pari a 250 dollari o 15 giorni di carcere. Gli episodi si sono verificati intorno alle 18.00. quindi in un orario non proprio off limits per la quiete pubblica. Anche il loro avvocato è meravigliato della decisione di punire Robert: "L'ultima volta che ho controllato, non mi sembrava che ridere fosse un crimine". Alla radio locale la madre, che è stata intervistata da giornalisti incuriositi da questa vicenda, ha spiegato che il figlio soffre di un deficit neurologico e a volte cade in preda di crisi epilettiche. E qui starebbe il motivo degli attacchi della vicina, ovvero la discriminazione della disabilità altrui. Soprattutto per questo motivo è stato bersaglio delle battute della vicina negli ultimi anni. "Gli ho detto: "l’unica cosa che puoi fare e riderci su!". Ed è proprio ciò che ha fatto Robert. Che altro puoi fare quando qualcuno ti chiama "ritardato"?". In un’intervista alla Cbs la donna ha aggiunto che la risata è "coinvolgente e piacevole, mi piace e mi fa venire voglia di ridere".  La versione dei fatti della vicina non è stato possibile raccoglierla perché ai giornalisti che si si sono presentati "è stata sbattuta la porta in faccia".
Fonte: NP