domenica 3 marzo 2013

RESA GIUSTIZIA ALLA POLIZIA DI STATO. ASSOLUZIONE CON FORMULA PIENA


Castelvetrano – Assolto, con formula piena, dall’accusa di falso in atto pubblico, un poliziotto castelvetranese, insieme a due suoi colleghi. I prosciolti sono il sovrintendente Vito Aiello, di Castelvetrano, l’assistente Salvatore La Rocca e Vito Gambino, entrambi in servizio al Commissariato di Sciacca. “Ho reso giustizia alle forze dell’ordine – ha dichiarato il legale dei tre agenti, l’avv. Vincenzo Basile – ma soprattutto alla memoria di un amico”. La giustizia, per il sovrintendente Vito Aiello, è arrivata troppo tardi. L’agente è deceduto nel gennaio 2012, stroncato in pochissimi mesi da un tumore che lo ha letteralmente divorato. Non ha potuto esultare e gioire, uscendo  dall’aula del Tribunale di Sciacca, con i suoi colleghi, ad una sentenza che con una assoluzione piena ha reso giustizia agli agenti della Polizia di Stato, ridando onorabilità a tre uomini, che per oltre sei anni “erano stati considerati – critica l’avv. Basile - beceri criminali”. Una battaglia giudiziaria che ha avuto, come ha illustrato
durante la requisitoria il pubblico ministero, Giovanni Vaira, “i tratti evidenti di una vicenda pirandelliana”. L’avventura per i tre poliziotti prende piede nel dicembre 2007, quando il sovrintendente Vito Aiello e i due suoi colleghi, da un semplice intervento effettuato  su chiamata al 113, si vedono proiettati alla sbarra, in una surreale dimensione delittuosa con la pesantissima accusa di falso in atto pubblico in ipotesi di abuso d’ufficio. Ciò soltanto per essere intervenuti a far rimuovere un’automobile parcheggiata alla confluenza di un passo carrabile, che quella sera, per via della pioggia battente, rendeva impossibile, l’accesso al porticato di una casa per il trasbordo di un neonato e della sua mamma da una macchina. L'ostinazione dell’inquilina di un condominio, dopo oltre un’ora di resistenza dal rimuovere la propria auto, aveva finito per costringere la pattuglia a più rigorose contromisure, quali una multa e la rimozione della vettura con carro attrezzi. L’inquilina multata presenta una denuncia nei confronti dei tre agenti, che ignari ed estranei a liti condominiali, si ritrovano indagati dalla Procura della Repubblica di Sciacca. “Tutto lo svolgersi della vicenda - precisa l’avv. Basile – ha avuto una dinamica da ‘processo kafkiano’. Ai tre agenti viene negata qualsiasi prova, non possono appellarsi con elementi oggettivi, gli viene suggerito di fare l’abbreviato, in quanto le testimonianze, per inciso i condomini di quel palazzo, erano a loro sfavore”. L’avvocato Basile è un fiume in piena nel rapportare le vicissitudini di sei anni di procedimento, dove non restava che attendere la fase dibattimentale. “Ma quale abbreviato – prosegue il legale – voglio il rinvio a giudizio, facciamo il dibattimento. Qual è il movente?”. Ora l’assoluzione con formula piena per Vito Gambino, Salvatore La Rocca e Vito Aiello. “Sono qui – ha concluso l’ avv. Vincenzo Basile – per ridare onore alla indiscussa onestà di un uomo e di un amico che per lungo tempo negli anni delle stragi di mafia ha pure reso sicura la vita ai magistrati, mettendo a repentaglio la propria. Oggi la sua sarà una memoria onorata dalla giustizia e dai suoi colleghi del Commissariato di Castelvetrano che ancora lo stimano”.