giovedì 28 marzo 2013

NOVE PARTORIENTI SI INCATENANO ALL'OSPEDALE


Pantelleria - Prosegue la protesta delle donne pantesche in stato di gravidanza che chiedono la riapertura del punto nascite. Le future mamme, nove gestanti, si sono incatenate all’interno dell’ospedale “Nagar” di Pantelleria. Il sit-in di protesta contro la soppressione del punto nascite è iniziato lunedì presidiando il nosocomio con un folto gruppo di cittadini. Alla base della protesta l’impossibilità di partorire a Pantelleria, situazione che dura dall’11 di dicembre scorso, quando il responsabile del Dipartimento di Maternità infantile dell’Asp di Trapani, Giovanni Bavetta, ha disposto con una circolare la chiusura del servizio e il trasferimento delle donne in stato di gravidanza sulla terraferma a partire dalla 32esima settimana di gestazione in poi, a recarsi a Trapani per il parto.  Da tre mesi le gestanti di Pantelleria vengono trasportate a Trapani con l’elisoccorso al costo di 8 mila euro l’ora. Nonostante le proteste degli abitanti che, lo scorso 18 febbraio, hanno manifestato in contemporanea a Pantelleria, a Lipari, a Palermo e a Roma davanti al Ministero della
Salute, mentre le donne di Bronte si incatenavano davanti l’ospedale, nulla di concreto è stato fatto per risolvere la situazione di disagio delle future mamme e delle loro famiglie. Le manifestanti, che protestano da mesi, chiedono all’assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino, di ripristinare il punto nascite di Pantelleria come già assicurato nelle scorse settimane. “L’Asp di Trapani dovrà produrre un proprio piano aziendale – aveva affermato l’assessore Borsellino – con il quale programmare un percorso nascite che tenga conto delle condizioni territoriali dei cittadini di Pantelleria”. Il 12 marzo l’onorevole Nino Oddo, componente della Commissione Sanità dell’Ars, aveva affermato, dopo la risposta data dall’assessore Borsellino all’interrogazione presentata dallo stesso parlamentare trapanese, “Il punto nascite di Pantelleria riaprirà. La Regione siciliana – aveva precisato Oddo – ha avviato un confronto con il Ministero della Salute per accedere al riparto dei fondi pubblici accantonati scegliendo di destinarli alle zone disagiate.” Il direttore dell’ospedale “Nagar”, Luca Fazio, e il ginecologo, Giuseppe Turco, hanno allargato le braccia, spiegando che la normativa impedisce il funzionamento del punto nascita al di fuori delle emergenze che, comunque, devono essere affrontate sull’isola per garantire la sicurezza delle gestanti. Le nove gestanti, che da lunedì scorso presidiano l’ospedale, hanno la solidarietà del vescovo di Mazara del Vallo, diocesi dalla quale dipende Pantelleria, monsignor Domenico Mogavero, che è andato a trovarle. I manifestanti hanno deciso di andare avanti ad oltranza.