domenica 17 marzo 2013

«L’AMBASCIATORE ITALIANO RISCHIA L'ARRESTO»

Secondo l’ex legale, l’ambasciatore italiano in India è responsabile di oltraggio alla Corte. L’opposizione: il governo è d’accordo con Roma

Secondo Harish Salve, ex legale dell’ambasciatore italiano in India, la Corte suprema può teoricamente arrestare Daniele Mancini considerandolo responsabile del mancato ritorno dei marò in India. L'avvocato ha difeso gli interessi dell’Italia fino all'11 marzo quando ha lasciato l’incarico in disaccordo con la decisione di Roma di non far rientrare i due marò dal permesso concesso per votare in Italia il 24 febbraio. Nell'udienza fissata per domani il massimo tribunale indiano "agirà" nei confronti di Daniele Mancini. «Teoricamente - ha detto Salve - l'ambasciatore potrebbe andare in prigione». In una intervista all'emittente Ibn Live, Salve ha affermato che Mancini si è reso responsabile di «oltraggio alla Corte, non avendo rispettato la dichiarazione giurata depositata presso la Corte stessa. La nostra Costituzione stabilisce che tutti agiscano in aiuto e secondo gli orientamenti della Corte Suprema. Per questo, ha spiegato l’avvocato - per l'ambasciatore potrebbe non valere l’immunità suprema. Da parte sua l’opposizione, che annuncia azioni in Parlamento, è convinta che «il governo indiano sia stato complice di quello italiano nella vicenda dei marò». «Ho avuto informazioni secondo le quali il governo indiano è connivente con quello italiano nel garantire il ritorno in Italia dei marine italiani per sfuggire al processo secondo la legge indiana. Il permesso concesso per tornare a votare lo dimostra. I due fucilieri avrebbero tranquillamente potuto votare presso l'ambasciata italiana» senza tornare in Italia, ha attaccato uno dei membri del Politburo del Partito comunista, Mariam Alexander Baby, ex ministro dell'Educazione dello stato del Kerala, in una intervista al New indian express.
Fonte: iltempo.it