mercoledì 27 marzo 2013

INGEGNERE NAVALE SI SCHIANTA DOPO UN VOLO DI 20 METRI

Precipita nel vuoto mentre ripara una finestra. La vittima è un professionista, originario di Castelvetrano, Gaspare Aiello, ingegnere navale al Rina, il Registro Navale Italiano di Carignano. La tragedia è avvenuta a Genova, ieri, verso mezzogiorno. E' precipitato nel vuoto sotto gli occhi del genero, che ha disperatamente tentato di afferrarlo per i piedi. Gaspare Aiello, 62 anni, dopo un volo di venti metri si è schiantato nel giardino sottostante: l’impatto non gli ha lasciato scampo, è morto sul colpo. Forse a fargli perdere l’equilibrio è stata una folata di vento. La tragedia alle 12 di ieri nella casa, un attico, di una delle tre figlie, che lui stava sistemando, in via San Martino 27a. L’uomo viveva con la moglie Laura poco lontano, in via Giovanni Torti, nel quartiere di San Fruttuoso. Dopo il tragico volo nel vuoto, è stato il genero della vittima a lanciare l’allarme scendendo, trattenendo il respiro, i cinque piani del
palazzo, un anonimo edificio costruito negli anni ‘50 fra tanti altri fabbricati che rubano spazio alle colline e quasi si tolgono l’aria. Quando è arrivato con il fiatone nel giardino dell’appartamento sottostante, al pianterreno, si è accorto subito che per il suocero non c’era niente da fare. In pochi minuti attorno a quel pugno di casa sigillate da sbarre automatiche che segnano i confini alle auto, sono arrivati la moglie e la figlia di Aiello. Originario di Castelvetrano (Trapani), l’uomo era ingegnere navale al Rina, il Registro Navale Italiano di Carignano, per cui, pur essendo in pensione dal 2001, aveva mantenuto un rapporto di collaborazione sino a pochi mesi fa. Sono stati i carabinieri della sezione rilievi del comando provinciale di San Giuliano e gli investigatori del Nucleo Operativo della compagnia di San Martino diretta dal capitano Rocco Taurasi ad avviare gli accertamenti necessari a ricostruire nei dettagli la disgrazia. Determinante per capire come sia accaduta la tragedia la testimonianza del genero, il giovane è apparso sotto choc: «Gaspare è morto sotto i miei occhi, ha perso l’equilibrio dopo essere montato su un muretto, il bordo del parapetto dell’attico, su cui era salito per raggiungere la copertura in plastica del tetto. È successo tutto all’improvviso, non sono riuscito ad afferrarlo...». Le parole del genero hanno trovato una perfetta coincidenza nei rilievi svolti dagli investigatori dell’Arma e il medico legale Aurelio Strizzoli, poi sopraggiunto sul posto, ha confermato che la probabile causa del decesso è compatibile con le fratture provocate da una caduta da un’altezza di 20 metri. La tragedia ha gettato nello sconforto non solo la famiglia della vittima, ma pure gli inquilini del palazzo che se non conoscevano quel sessantenne deceduto per cercare di sistemare la casa in cui sarebbe dovuta andare ad abitare la famiglia di una delle sue tre figlie. Il genero, nonostante lo stato di choc per l’accaduto, è riuscito a trovare la forza di ricordare il suocero: «Era una persona molto generosa e ancora, nonostante non fosse più un giovanotto, molto in gamba».